Fine della recessione in Italia. Il Pil del quarto trimestre risale

L'Istat ha confermato la fine della recessione, con il pil in crescita congiunturale dello 0,1% nel quarto trimestre del 2013.

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L’Istat ha confermato le stime preliminari e ha comunicato stamane che nel quarto trimestre del 2013, il pil è tornato a crescere dello 0,1% sul trimestre precedente (dato destagionalizzato e corretto per gli effetti del calendario), anche se su base annua è risultato ancora in calo dello 0,9%. Nel periodo ottobre-dicembre 2013, le giornate lavorative sono state due in meno del periodo luglio-settembre, ma di numero uguale allo stesso trimestre dell’anno precedente.

Rispetto alle stime preliminari, il dato congiunturale rimane confermato, mentre il calo annuo è stato rivisto al ribasso dallo 0,8%. Nell’intero 2013, quindi, il pil è diminuito dell’1,8% rispetto al 2012. La stima precedente dava il calo all’1,9%. La variazione acquisita per il 2014 è dello 0,1%, nel senso che questa sarebbe la crescita del pil per quest’anno in Italia, se nei quattro trimestri seguenti si registrerà una variazione congiunturale nulla.

In confronto al trimestre precedente, gli investimenti fissi lordi sono cresciuti dello 0,9%, mentre i consumi finali nazionali sono rimasti fermi. Le importazioni sono cresciute dello 0,2% e le esportazioni dell’1,2%. Al netto delle scorte, la domanda nazionale ha contribuito per lo 0,1% del pil alla crescita, mentre nullo è stato il contributo dei consumi delle famiglie e della Pubblica Amministrazione. La variazione delle scorte ha apportato, invece, un -0,4%, mentre la domanda estera netta ha fatto segnare un  contributo positivo del 0,3%.

Guardando ai settori, l’agricoltura ha segnato una variazione congiunturale dello 0,8%, l’industria in senso stretto dello 0,1%, nulla per i servizi e negativa per lo 0,7% per le costruzioni. Su base annua, tutti i settori hanno registrato un calo, ad eccezione dell’agricoltura.

 

 

 

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