Feudalesimo e Libertà: su Facebook rivogliono il Medioevo

Finto partito candidato alle elezioni 2013 spopola in rete rievocando schiavitù e pene corporali

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Finto partito candidato alle elezioni 2013 spopola in rete rievocando schiavitù e pene corporali

Non si capisce quanto sia uno scherzo e quanto facciano sul serio: fatto sta che Feudalesimo e Libertà (FeL), finto partito che auspica il ritorno di un sistema politico ed economico di stampo medievale, sta spopolando su Facebook. In pochi giorni la pagina nata dalla bizzarra idea di sei giovani ironici e nostalgici del Medioevo, ha ottenuto oltre settanta mila “mi piace”. Ma i Like non sono firme e, è bene precisarlo per buona pace dei suoi sostenitori, Feudalesimo e Libertà, non sarà presente tra i simboli delle elezioni politiche 2013 votabili il prossimo 24 febbraio. Gli autori restano al momento ignoti, così come la loro provenienza, anche se la foto del profilo ritrae in un pub di Roma. Loro si firmano «Walther von der Vogelweide, lo più famoso et importante poeta germanico; Bernardo Gui pio domenicano inquisitore d’eretici et filibustieri; Goffredo da Viterbo cronista et dalle magne doti diplomatiche, Gerberto di Aurillac lo papa experto di scientia; Erasmo da Avignone sconosciuto et riscoperto sol’hora da li mecenati imperiali et Uguccione de la Faggiola fortzuto condottiero et capitano di ventura»

Il programma di Feudalesimo e Libertà

Ma l’idea è certamente ben strutturata tanto che Feudalesimo e Libertà possiede un programma ben preciso e sta portando avanti una vera e propria campagna elettorale. Il primo elemento da sottolineare è una riapertura della politica alla cultura: tra soubrette e leader dalla scarsa dialettica è un piacere constatare che questo partito fake rispolvera il  vernacolo in volgare con un richiamo alle quartine del dolce Stilnovo. Altro che rottamazione, Feudalesimo e Libertà guarda proprio al passato per porre rimedio alle problematiche moderne, auspicando, tra le altre cose, il ripristino dell’impero, della naturale gerarchia tra servi della gleba e padroni, dello ius primae noctis, delle crociate e del sistema delle pene corporali. Nella pagina Facebook di Feudalesimo e Libertà si possono anche scorrere i dieci punti più importanti del programma con tanto di spiegazione, tra il serio e il faceto. 1 Azzerare per regio decreto il debito pubblico. 2 Aumentare la spesa pubblica di 6 punti percentuali del PIL ogni anno per la riconquista di Gerusalemme e per la costruzione di manieri, cattedrali e monasteri. 3 Riscuotere le tasse solo ai ceti inferiori a quello equestre. 4 Creare il regio monopolio di tutte le attività produttive ed avvio di un’economia di sussistenza. 5 Azzerare la disoccupazione con l’impiego di tutte le risorse umane dai 9 anni in su nel lavoro dei campi, nella guerra contro gli infedeli o nella carriera ecclesiastica. 6 Curare gli interessi dei feudatari sostenendo il conflitto d’interesse. 7 Far funzionare la giustizia con la reintroduzione della pubblica gogna, del supplizio, del ceppo e cun la reistituzione dell’inquisizione. 8 Favorire la crescita professionale e l’emancipazione di giovani uomini e donne, addestrandoli alla guerra o iniziandoli al priorato. 9 Ridare alla scuola e l’università palatina il ruolo, perso da tempo, di guida per la crescita culturale e morale dell’impero. 10 Introdurre il vero feudalesimo con l’investitura delle cariche subordinate al potere dell’Imperatore.

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Argomenti: Politica