Ferrero premia i dipendenti: bonus di 2.100 euro a testa per tutti

Grazie agli obiettivi raggiunti durante questo periodo di crisi, la Ferrero ha deciso di donare 2100 euro lordi nella busta paga di ottobre.

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Grazie agli obiettivi raggiunti durante questo periodo di crisi, la Ferrero ha deciso di donare 2100 euro lordi nella busta paga di ottobre.

Ferrero, una delle aziende più premiate e spesso citate nelle classifiche delle migliori realtà in cui lavorare, ha deciso di regalare un bonus di 2.100 euro lordi ai 6mila dipendenti che operano nei vari stabilimenti.

Un premio per i dipendenti

Anche durante la pandemia, la Ferrero ha mantenuto attiva la produzione e ha permesso ai dipendenti di lavorare in sicurezza. Grazie agli obiettivi raggiunti, ora la Ferrero ha deciso di donare 2100 euro lordi nella busta paga di ottobre. In base all’intesa, l’importo massimo del bonus previsto era di 2.200 euro lordi calcolati in base al risultato economico dell’azienda e al risultato gestionale, legato all’andamento specifico di ogni stabilimento. Avendo raggiunto la cifra di 2.100 euro su 2.200 è chiaro che i parametri sono stati entrambi rispettati. Il premio più alto è andato ai dipendenti dello stabilimento di Sant’Angelo dei Lombardi, dove il bonus è stato di 2170,24 euro. Ad Alba ogni dipendente ha ricevuto 2.105,97 euro lordi mentre a Balvano, dove si producono i Nutella Biscuits, il bonus è stato di 2,127,74 euro lordi e nella sede di Pozzuolo Martesana 2136,03 euro lordi. Per lo staff e il personale non identificato in uno stabilimento produttivo in particolare, invece, il premio è stato di 2.106,28 euro lordi.

Secondo i sindacati, ottimi risultati anche durante la pandemia

Come hanno sottolineato  Fai, Flai e Uila «La pandemia e il lockdown hanno condizionato profondamente le abitudini quotidiane degli italiani tuttavia i prodotti Ferrero hanno ottenuto in media risultati positivi mantenendo un livello di gradimento molto alto anche durante questo periodo molto delicato e particolare. In questo periodo storico in cui alcuni orientamenti politici e Confindustria fanno proposte dequalificanti per il lavoro con ricadute negative su diritti, tutele e contrastano il rinnovo dei contratti nazionali, la contrattazione sindacale acquista ancor più importanza e valore per veder riconosciuti i diritti, l’impegno e la professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori.».

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