Fed, Kocherlakota contrario all’aumento dei tassi USA: rischio sindrome del Giappone

Niente rialzo dei tassi USA a settembre per il governatore della Fed di Minneapolis, secondo cui l'inflazione negli USA sarebbe ancora bassa e si rischia di scivolare nella sindrome giapponese.

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Niente rialzo dei tassi USA a settembre per il governatore della Fed di Minneapolis, secondo cui l'inflazione negli USA sarebbe ancora bassa e si rischia di scivolare nella sindrome giapponese.

In un’intervista al Wall Street Journal, il governatore della Federal Reserve di Minneapolis, Narayana Kocherlakota, già noto per le sue posizioni ultra-accomodanti in politica monetaria, si scaglia contro l’ipotesi di un aumento dei tassi USA a settembre, spiegando che interverrebbe nel momento sbagliato, perché l’inflazione è ancora troppo bassa e se arrivasse la stretta monetaria, spiega, il mercato si convincerebbe che l’istituto nei fatti starebbe abbassando il suo target dal 2% attuale e a sua volta reagirebbe raffreddando le aspettative. Quest’ultimo aspetto, continua Kocherlakota, non dovrebbe essere preso sottogamba, perché il Giappone dimostrerebbe negli ultimi 2 decenni che quando la banca centrale va nella direzione sbagliata, l’economia rischia di scivolare a lungo in una trappola di bassi tassi permanenti. Inoltre, i tassi reali salirebbero e ciò disincentiverebbe gli americani dallo spendere e dal prendere in prestito denaro, mentre il dollaro continuerebbe a rafforzarsi. In sostanza, secondo il governatore, che pur partecipando alle riunioni del Fomc, quest’anno non ha diritto di voto, l’economia americana rischia di allontanarsi dalla ripresa stabile, creando conseguenze negative anche sulla credibilità della Fed nel raggiungimento dell’obiettivo della piena occupazione e di quello della stabilità dei prezzi. Stasera, la Fed pubblica i verbali dell’ultima sua riunione di fine luglio, dai quali gli analisti sperano di ricavare qualche informazione in più per prevedere cosa farà l’istituto al board di settembre. Le posizioni di Kocherlakota non incidono più di tanto sul dibattito in corso, essendo nota la sua propensione a rinviare il più possibile l’avvio della stretta.   APPROFONDISCI – USA, con i dati sul lavoro di luglio più probabile la stretta sui tassi a settembre Fischer: inflazione USA ancora bassa per alzare i tassi. Occhi puntati su Lockhart.  

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