FED e BCE, le possibili prossime mosse delle banche centrali

Giovedì si riunisce il board di Francoforte, preceduto da quello della Fed. Nessuna novità rilevante attesa, ma peseranno come un macigno le parole di Draghi e di Bernanke

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Giovedì si riunisce il board di Francoforte, preceduto da quello della Fed. Nessuna novità rilevante attesa, ma peseranno come un macigno le parole di Draghi e di Bernanke

Giovedì 1 agosto si riunisce il board della BCE, chiamato a decidere la politica dei tassi per il mese in arrivo. Il giorno precedente sarà il Fomc, il braccio operativo della Fed, ad annunciare le misure per il mese di agosto, ma in entrambi i casi le aspettative sono per una politica monetaria pressappoco invariata.

 

Politica monetaria estiva al di qua e al di là dell’Oceano

In particolare, negli USA sono attesi in settimana i dati macroeconomici che riguardano la stima flash del pil nel secondo trimestre, l’indice Ism manifatturiero e quelli sull’occupazione. Se dalla lettura complessiva dovesse emergere una situazione più debole del previsto, il “tapering” del QE3 sarebbe ritardato. La Fed continuerebbe quasi certamente ad acquistare titoli pubblici e privati per 85 miliardi di dollari al mese, anche se la metà degli analisti prevede che già a settembre vi sarà un allentamento a 65 miliardi.

E’ accaduto, d’altronde, anche a giugno che il governatore Ben Bernanke annunciasse una quasi imminente riduzione degli stimoli monetari, salvo affermare l’esatto contrario due settimane fa, davanti alla Commissione del Senato, sulla base di dati più fiacchi delle attese riguardo alla stima definitiva sul pil del primo trimestre negli USA. E’ la strategia del “wait and see”, che lega le decisioni della Fed all’evoluzione della situazione economica in America.

Più semplice la situazione della BCE, dove il governatore Mario Draghi è chiamato essenzialmente a porre sotto controllo i prezzi. Tuttavia, non manca un occhio allo stato debolissimo dell’economia nell’Eurozona, anche se quasi nessuno scommette per un calo dei tassi di riferimento, fermi allo 0,50% dall’ultimo taglio di maggio.

A Francoforte si guarda ad altre misure non convenzionali, tra cui i tassi negativi sui depositi overnight e la cartolarizzazione dei prestiti bancari alle pmi. Ma in entrambi i casi, le resistenze di Germania, Olanda, Finlandia, Lussemburgo e Austria sarebbero forti e a ciò si aggiunge il tempo necessario per studiare le modalità dell’eventuale cartolarizzazione, per la cui attuazione la BCE non sarebbe pronta. In sostanza, Draghi potrebbe continuare ad annunciare possibili soluzioni non convenzionali nei prossimi mesi, ma certamente non saranno varate dal board di giovedì.

 

Pubblicare le minute dei board Bce: due consiglieri battono i pugni sul tavolo

Quanto alla BCE, i due consiglieri esecutivi, il tedesco Joerg Asmussen e il francese Bénoit Coeuré, in due interviste separate rispettivamente al Sueddeutsche Zeitung e a Le Figaro, nelle scorse ore hanno chiesto a Draghi la pubblicazione delle minute delle riunioni del board. Secondo i due banchieri, sarebbe una richiesta di trasparenza, perché oggi Francoforte è l’unica grande banca centrale a non pubblicare i verbali dei suoi incontri. Una sollecitazione, quella di Asmussen e Coeuré, mirata forse a fare emergere pubblicamente le profonde spaccature in seno all’istituto sulla gestione della crisi. Probabile che il governatore faccia un accenno a tali suggerimenti.

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Argomenti: Bce