Fed, Dudley: il rialzo dei tassi USA non sorprenda il mercato, ci saranno conseguenze

Un membro del board della Federal Reserve ha avvertito che il rialzo dei tassi negli USA non dovrà stupire il mercato, quando sarà annunciato. E non ha negato conseguenze sul resto del pianeta.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Un membro del board della Federal Reserve ha avvertito che il rialzo dei tassi negli USA non dovrà stupire il mercato, quando sarà annunciato. E non ha negato conseguenze sul resto del pianeta.

In un discorso pronunciato a Zurigo, Svizzera, in occasione della Conferenza sul Sistema Monetario Internazionale, il governatore della Federal Reserve di New York e vice di Janet Yellen, William Dudley, ha invitato il mercato a non sorprendersi quando gli USA alzeranno i tassi, normalizzando la politica monetaria, dopo 6 anni e mezzo di stimoli. Dudley, che ha diritto di voto nel board, ha chiarito che la tempistica dell’avvio della stretta monetaria non è certa, perché essa dipenderà dai dati dell’economia americana. Nello specifico, il banchiere ha ribadito che la Fed alzerà i tassi, quando ci sarà una “ragionevole fiducia” sul miglioramento del mercato del  lavoro USA e quando l’inflazione si sarà portata al target del 2%. Al contempo, ha ammesso che per quanto i mercati abbiano grosso modo scontato la prevedibile stretta americana, sarebbe ingenuo pensare che essa non avrà effetti nel momento stesso in cui sarà attuata, vuoi  per il ruolo centrare dell’America nel sistema finanziario mondiale, vuoi anche perché il dollaro è valuta di riserva.   APPROFONDISCI – La Fed sorprende il mercato e non esclude un rialzo dei tassi USA a giugno   Ma Dudley ha assicurato che la Fed tiene conto degli effetti che tali movimenti hanno sul resto delle economie, in termini di flussi di capitali, tassi di cambio e prezzi degli assets finanziari, e che si ripercuotono sugli USA stessi. E uno dei più stretti collaboratori del governatore Yellen, il capo della Fed di San Francisco, John Williams, in un’intervista alla Cnbc ha spiegato che l’istituto non dovrebbe essere tenuto ad anticipare ai mercati ogni sua mossa e che gli investitori dovrebbero tornare ad abituarsi all’incertezza, dato che il futuro non è prevedibile e può cambiare. L’insieme delle due dichiarazioni farebbe propendere per la tesi che la Fed si accinga ad alzare i tassi prima di quanto non si aspettino i mercati. Questi ultimi hanno iniziato a credere da qualche mese a questa parte che la stretta sarà avviata alla fine dell’anno o, addirittura, agli inizi del 2016. E’ probabile, invece, che la Yellen annunci il primo rialzo dei tassi dal 2006 in uno dei prossimi board dell’istituto. Se non a giugno, ciò potrebbe avvenire a fine luglio o al massimo a settembre.   APPROFONDISCI – Tassi Fed, ecco perché dopo i dati sul lavoro USA la stretta può arrivare in estate    

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Fed