Biglietti Super Bowl 2017 fino a 75.000 dollari e 5 mln per uno spot da 30 secondi

Al Super Bowl un biglietto può costare fino ai 75.000 dollari e 30 secondi di pubblicità mediamente 5 milioni. Sono le cifre da capogiro di un evento sportivo, che negli USA è senza eguali.

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Al Super Bowl un biglietto può costare fino ai 75.000 dollari e 30 secondi di pubblicità mediamente 5 milioni. Sono le cifre da capogiro di un evento sportivo, che negli USA è senza eguali.

Sale la febbre da Super Bowl, l’evento sportivo, ma più in generale, mediatico, più importante dell’anno negli USA, che lo scorso anno ha tenuto incollati agli schermi fino a 167 milioni di americani e per una media di 112 milioni, praticamente un terzo dell’intera popolazione residente, per uno share televisivo del 72%. Il record si era toccato, però, nel 2015 con 115 milioni. Il Super Bowl è la finale della National Football League e questa domenica, 5 febbraio, vedrà sfidarsi per l’assegnazione del trofeo i New England Patriots e gli Atlanta Falcons. La gara determinerà la squadra vincitrice del 2016, ovvero dell’anno solare passato. Si tratta della 51-esima edizione e si prevede un ennesimo trionfo di ascolti e di business, che ormai sono un crescendo di anno in anno. Si pensi solo che per domenica i pubblicitari si stima che incasseranno la media di 5 milioni di dollari per ciascuno spot di 30 secondi.

Numeri da capogiro, che si spiegano con il fatto che la finale del Super Bowl può considerarsi a tutti gli effetti il terzo evento mondano più importante nelle vite degli americani, dopo il Black Friday e il Natale. Secondo Kantar Media, il costo di un break pubblicitario da 30 secondi è raddoppiato in 10 anni, salendo dai 2,4 milioni di dollari del 2007 ai 4,8 milioni dello scorso anno. Nell’arco di questo decennio, gli introiti sono stati complessivamente pari a 2,6 miliardi. Questa domenica, considerando che gli slot disponibili siano 80, l’incasso dovrebbe portarsi sui 400 milioni, oltre il 50% in più della media dell’ultimo decennio. Si consideri che le società arrivano a spendere mediamente il 25% in più per promuovere con messaggi pubblicitari gli spot, che si sono aggiudicati per il break del Super Bowl.

In pratica, si fa la pubblicità alla pubblicità, producendo business sul business. (Leggi anche: Black Friday, shopping USA a tutta potenza)

Le stime sulla spesa degli americani per il Super Bowl

Ma quanto spenderanno gli americani per questa domenica? Secondo la National Retail Federation, la spesa totale solo per cibo, decorazioni e gadgets ammonterà a 14,1 miliardi, anche se in contrazione rispetto ai 15,5 miliardi del 2016, corrispondenti a 75 dollari pro-capite. Ben 12,7 milioni saranno coloro che dovrebbero seguire la partita al bar o in un ristorante, mentre le scommesse dovrebbero essere pari a 4,7 miliardi, +11% rispetto allo scorso anno, di cui il 92% formalmente illegali, a causa di un divieto introdotto nel 1992 e che non è stato recepito solo in Nevada, Oregon, Montana e Delaware.

A queste cifre dobbiamo aggiungere il costo per i viaggi per recarsi allo NRG Stadium di Houston, dove ancora oggi risultavano disponibili 2.700 biglietti, ma al costo esorbitante medio di 4.243 dollari ciascuno. Il 12 gennaio scorso, il prezzo medio era di 6.002 dollari, ma al 31 gennaio, il biglietto più costoso risultava essere stato venduto a 74.928 dollari, oltre tre volte in più del prezzo massimo spuntato lo scorso anno.

I più grandi investitori pubblicitari dal 2000

Ad allietare quest’anno il pubblico nell’intervallo tra un tempo e l’altro ci sarà Lady Gaga e la sua performance potrebbe essere a dir poco incendiaria, considerando che la celebrità ha inscenato una vivace protesta contro il presidente Donald Trump, dopo la sua vittoria alle elezioni dell’8 novembre scorso.

Tornando al costo degli spot, il record finora spetta ad Anheuser-Busch con una spesa di 409,5 milioni dal 2000, seguita da Pepsi Co con 254,8 milioni dallo stesso anno, General Motors (122,7), Coca Cola (118,4) e Disney (101,7).

 

 

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