Fase 2, mercato immobiliare fermo: prezzi case in ribasso, approfittare ora?

Il 34 per cento dei proprietari di casa si è detto disposto ad accettare ugualmente un’offerta più bassa.

di , pubblicato il
Il 34 per cento dei proprietari di casa si è detto disposto ad accettare ugualmente un’offerta più bassa.

Dal mese di marzo il mercato immobiliare è fermo, a causa dell’emergenza coronavirus. Nello stesso periodo dello scorso anno, tra marzo e aprile, si erano registrati circa 100 mila rogiti. Lo scenario di mercato riportato dal Corriere della Sera (fonte “Outlook 2020 Scenari Immobiliari) prevede che quest’anno le compravendite si attesteranno a 470 mila, contro le 615 mila dello scorso anno. Il ribasso dunque sarà pari al 20-30 per cento. La riapertura delle agenzie immobiliari, che da ieri – lunedì 4 maggio – sono tornate operative, non avrà il potere di incidere poi così tanto di fronte a una crisi di tale portata.

Variazione prezzi residenziali

A fine aprile, secondo l’ultimo aggiornamento di Scenari Immobiliari, la variazione dei prezzi residenziali si è attestata in media al 2,1 per cento. Tra le grandi città, il valore più negativo è stato registrato da Genova (-2,1), seguita a ruota da Bari (-2,0) e Catania (-1,5). Prezzi in calo di oltre l’1 per cento anche a Napoli (-1,2), Torino (-1,2) e Verona (-1,2), mentre a Roma la variazione fin qui è stata dello 0,3 per cento. Saldo negativo infine per la città di Bologna (-1,0).

Ma ci sono anche città dove i prezzi residenziali sono più alti rispetto a quelli dello scorso anno. Ad esempio, a Trieste i prezzi sono saliti dello 0,2. Lo stesso discorso vale per Venezia (+0,1) e Firenze (+0,1). Milano, uno dei capoluoghi più colpiti dalla pandemia, ha fatto registrare un saldo invariato (0,0) se confrontato con quello del 2019.

Più di un terzo dei proprietari di casa abbassa il prezzo

Il 34 per cento dei proprietari di casa il cui valore è inferiore a 300 mila euro si è detto disposto ad accettare ugualmente un’offerta più bassa rispetto al valore della casa pur di vendere l’immobile.

Non è invece lo stesso per chi è in possesso di una proprietà il cui valore supera i 300 mila euro: secondo i dati pubblicati sul Corriere, l’85 per cento dei loro proprietari non è intenzionato a svalutare l’immobile a causa del covid-19.

Leggi anche: Prezzi case 2020: dove sono aumentati di più in base alle città e quartieri

[email protected]

Argomenti: ,