Fase 2 e riapertura negozi: rischio saldi estivi rinviati, shopping in crisi?

Saldi estivi posticipati ad agosto, la proposta per salvare le casse dei negozi che riapriranno il 18 maggio.

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Saldi estivi posticipati ad agosto, la proposta per salvare le casse dei negozi che riapriranno il 18 maggio.

Non solo parrucchieri e ristoranti stanno scalpitando per riaprire nonostante le mille difficoltà che si ritroveranno davanti ma anche i negozi. La data è quella del 18 maggio ma con alcune incognite legate alla famosa sanificazione dei capi provati, ingressi a turno e distanziamento.

I saldi estivi rimandati o anticipati?

Senza dubbio i negozianti sperano nella voglia degli italiani di spendere una volta che potranno riaprire, questo per compensare le perdite degli ultimi due mesi e non rischiare di avere merce invenduta. Intanto prende sempre più corpo l’ipotesi di rimandare i saldi estivi di almeno un mese.

In realtà, una prima proposta voleva anticipare i saldi al 1 giugno. Carlo Pileri, portavoce nazionale di Konsumer Italia, aveva dichiarato che: “se vogliamo rilanciare il commercio di prossimità, così utile anche in funzione sociale di presidio della legalità nei quartieri di periferia dei grandi centri, è che i saldi vengano anticipati straordinariamente in tutte le Regioni all’1 giugno e che durino fino a tutto luglio. Perché così si evitano file e assembramenti diluendo in due mesi le vendite, e si offre un esempio di nuova solidarietà da parte di un settore che se non si rinnova, rischia seriamente di fare quest’anno i saldi per l’ultima volta perché le vendite on-line prenderanno il sopravvento”.

Il questionario fatto compilare da Federmoda Confcommercio a migliaia di negozianti però, sembra andare in un’altra direzione, ossia spostare almeno di un mese i saldi, quindi non più dal 4 luglio ma da fine luglio o inizio agosto, senza contare quella parte di negozianti che vorrebbero addirittura abolirli direttamente. Se dovesse passare la proposta di spostare i saldi al 1 agosto, ogni delegato dovrà portare l’esito alla propria regione.

La ripartenza

Spostare i saldi potrebbe essere un modo per non mandare in fumo del tutto i guadagni persi considerando che già a rischio ci sono 15 miliardi di consumi su un giro d’affari di 33 miliardi e il dubbio per molti addetti di perdere il lavoro. I negozianti vorrebbero riprendere l’attività per poter vendere a prezzo pieno ma se gli sconti partiranno ad inizio luglio, come vuole la regola, avrebbero poco più di un mese per farlo. Da un lato quindi, c’è il fronte maggiore quello dei negozianti che vorrebbero spostare i saldi estivi ad agosto, più una percentuale che vorrebbe sospenderli del tutto. Dall’altro la proposta di anticiparli addirittura a giugno per far fronte alla crisi nera causata dal coronavirus, che non solo avrebbe lo scopo di salvare i negozi fisici dal boom dell’e-commerce, che anche in questa occasione si è dimostrato vincente, ma anche per evitare di mandare le vendite a picco: molti italiani infatti non stanno lavorando, c’è chi si trova in cassa integrazione o con stipendi tagliati e la voglia di fare shopping, soprattutto a prezzo pieno, potrebbe venire meno.

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