Farsi raccomandare, tasse e senso civico: lo studio dell’Istat che fotografa l’Italia

Secondo lo studio sul senso civico, per il 23,4% degli italiani parcheggiare in sosta vietata non è un problema se alcune condizioni di emergenza lo richiedono.

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Secondo lo studio sul senso civico, per il 23,4% degli italiani parcheggiare in sosta vietata non è un problema se alcune condizioni di emergenza lo richiedono.

Lavoro, ricchezza e senso civico. Anche in questo frangente il nostro paese non brilla. Secondo un’indagine Istat sul senso civico, appunto, per una buona fetta di connazionali l’infedeltà fiscale non è grave ma non è il solo dato a preoccupare. L’indagine ha analizzato atteggiamenti e comportamenti durante la vita quotidiana e alcune scoperte sono davvero interessanti.

Le percentuali che fanno pensare

Per il 29,3% sembra infatti che non pagare le tasse è rappresenti un comportamento tollerabile, addirittura per il  28,3% lo è anche farsi raccomandare per un certo lavoro.

Per il 23,4% parcheggiare in sosta vietata non è un problema se alcune condizioni di emergenza lo richiedono, interessante anche il dato riferito al 18,5% secondo cui non è grave guidare mentre si parla al cellulare e il 12,7% che ritiene a volte accettabile viaggiare senza biglietto. Per fortuna, invece, vengono considerati gravi passare con il rosso, non indossare il casco e mettersi alla guida dopo aver bevuto per una percentuale che in tutti i casi supera il 78%. Ben l’84% dice che di non gettare carte per strada, il 74,4% di non parcheggiare in doppia fila.

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Voto di scambio e corruzione secondo gli italiani

Percentuali importanti riguardano il voto di scambio e la corruzione. Per il 76,1% e il 72,5% sono molto gravi mentre solo per il 53,5% è grave l’infedeltà fiscale così come l’affissione selvaggia di manifesti, avvisi e pubblicità su pali o muri. Per il 70,6% è grave lasciare i rifiuti dove capita, mentre per il 27,5% è possibile accettare prestazioni in nero se queste risultano più convenienti. Infine, per il 25,8% la corruzione può essere un fatto naturale e inevitabile tanto che per il 36% degli intervistati denunciare fatti di corruzione è inutile.

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