Fare impresa in Italia non conviene. Meglio andare in Bielorussia e Botswana

Migliora il "fare impresa" nel nostro paese, ma restiamo al 65esimo posto della classifica, peggio di Botswana e Bielorussia. Pochi progressi e siamo ultimi in Europa e al 138esimo posto nel mondo per tasse e adempimenti fiscali

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Il rapporto della Banca Mondiale “Doing Business 2014” vede l’Italia migliorare la sua posizione in classifica, passando dal 73esimo posto dello scorso anno al 65esimo. Un balzo di otto posizioni, che pone, però, il nostro paese nella zona bassa della classifica dei paesi europei. Peggio di noi in Europa, infatti, fanno solo Grecia, Romania e Repubblica Ceca.

 

Ultimi della classe per tasse in Europa (e primi per la pressione fiscale)

Ma l’Italia è la peggiore in Europa e, addirittura, in posizione 138 su 189 paesi per adempimenti fiscali e scadenze, oltre che per il peso delle tasse. Un’impresa italiana effettua 15 pagamenti all’anno, impiega 269 ore di lavoro e paga di tasse circa il doppio della media Ocse, ossia il 65% del reddito prodotto, tra imposte su utili, sui consumi, oneri contributivi e sociali.

Il miglioramento generale in classifica è stato determinato da tre fattori: registrazione della proprietà (dalla posizione 54 alla 34), efficacia dei contratti (da 140 a 103) e commercio con l’estero (da 58 a 56). Sull’attuazione dei contratti, nonostante i miglioramenti, continuano ad essere necessari ben 1.185 giorni e 37 procedure.

E se sono stati compiuti passi in avanti sulle procedure fallimentari, grazie alla nuova normativa che ha reso più facile la ristrutturazione dei debiti aziendali, la classifica in questo caso ci vede in calo di tre posizioni in un anno alla 33esima, ma restando pur sempre nella parte alta.

 

Dove conviene di più fare impresa?

Guardando alle posizioni degli altri paesi, si scopre che al primo posto in assoluto c’è Singapore, seguita da Hong Kong, Nuova Zelanda, USA, Danimarca Malaysia, Corea del Sud, Georgia, Norvegia e Regno Unito. Bene anche il piazzamento della Germania, al 21esimo posto, la Francia è al 38esimo, mentre ci supera anche la Spagna, in posizione 52.

E fa specie scoprire che davanti a noi troviamo anche Ruanda (32), Armenia (37), Botswana (56) e isole Toga (57).

Certo, non tutti sembrano condividere i risultati del rapporto, che piazza l’India al 134esimo posto. Tuttavia, il “Doing Business” rappresenta un raffronto che nel tempo ha stimolato i paesi a fare meglio. La Banca Mondiale ha stimato che siano stati 114 gli stati che hanno approfittato dei dati del rapporto per migliorare la loro regolamentazione sulle imprese, con un processo in accelerazione dal 2008, anno di scoppio della crisi finanziaria.

Se si seguissero le pratiche internazionali migliori nel modo, in fatto di pagamento delle tasse, gli imprenditori di tutto il pianeta, si calcola, risparmierebbero 45 milioni di giornate lavorative all’anno, che sarebbero sottratte alla burocrazia.

 

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