Fare benzina rischia di costarci un occhio della testa tra petrolio alle stelle ed euro debole

Il caro carburante, ma non solo, specchio di un andamento dei prezzi sui mercati sfavorevole ai consumatori in questa fase. Durerà?

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Ci costerà di più fare benzina

L’estate è per definizione la “driving season”, la stagione delle partenze. E per questo le quotazioni del petrolio tendono a risollevarsi in questa parte dell’anno e fare benzina diventa un po’ più costoso. Quest’anno, lo è particolarmente. In settimana, un barile di Brent è arrivato a scambiare sopra i 77 dollari, ai massimi dall’autunno del 2018 e in rialzo di oltre il 50% da inizio 2021. Nel frattempo, il cambio euro-dollaro si è indebolito nei pressi di 1,1850, ai minimi da inizio aprile. E nei giorni scorsi, abbiamo assistito a una discesa sotto 1,18.

In genere, il rialzo delle quotazioni petrolifere viene attutito dall’indebolimento del dollaro sui mercati valutari. In questa fase, sta accadendo il contrario. L’euro perde quasi il 3% contro il biglietto verde quest’anno, per cui fare benzina è diventato ancora più costoso di quanto le sole quotazioni del greggio ci hanno lasciato supporre. In sostanza, l’effetto cambio sta acuendo il problema. Vediamo cosa succede.

Fare benzina con petrolio e dollaro forti

L’OPEC+ non ha trovato un accordo per alzare l’offerta di petrolio dal mese di agosto e fino a dicembre per cumulati 2 milioni di barili al giorno. Gli Emirati Arabi Uniti pretendono di elevare di oltre mezzo milione di barili in più al giorno il “benchmark” da cui partire per valutare le variazioni delle estrazioni, ma gli alleati sauditi si oppongono. Questa lite non poteva arrivare in un momento peggiore. In generale, i consumi stanno tornando a crescere per via dell’allentamento delle restrizioni anti-Covid in quasi ogni angolo del pianeta. Il mancato adeguamento dell’offerta di petrolio innesca i rialzi di queste settimane.

E il dollaro? In teoria, la maggiore propensione al rischio degli investitori dovrebbe indebolirlo, a seguito della fuga dei capitali verso mete meno sicure, come i mercati emergenti.

Ma tiene banco in questo periodo l’incertezza per la variante Delta del Covid-19. Essa si sta caratterizzando per una diffusione velocissima dei contagi anche laddove i tassi di copertura della popolazione grazie ai vaccini sono altissimi, come nel Regno Unito. Per quanto la mortalità continui a scendere, ci s’interroga su cosa accadrà in autunno, se andremo verso il ripristino di nuove restrizioni o il loro allentamento sarà più graduale del previsto.

La contestuale presenza sui mercati della paura e dell’aumento dei consumi esita lo scenario più sgradevole possibile per l’estate: petrolio e dollaro entrambi su, con la conseguenza che fare benzina rischia di pesare eccessivamente sulle tasche degli automobilisti. E i rincari stanno già riguardando la generalità dei beni, dai prodotti energetici agli alimentari, dai biglietti aerei alle consumazioni nei locali.

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