Famiglia Cristiana condanna Berlusconi, ma per Rotondi (Pdl) è un giornale comunista

Famiglia Cristiana attacca duramente Silvio Berlusconi, condannando le sue azioni e riflettendo sulle serie conseguenze che avranno per il Paese. Subito insorge il Pdl, che per voce di Gianfranco Rotondi, rilascia una dichiarazione che fa discutere: "Famiglia Cristiana è un giornale comunista".

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Famiglia Cristiana attacca duramente Silvio Berlusconi, condannando le sue azioni e riflettendo sulle serie conseguenze che avranno per il Paese. Subito insorge il Pdl, che per voce di Gianfranco Rotondi, rilascia una dichiarazione che fa discutere:

Famiglia Cristiana attacca duramente Silvio Berlusconi e a sua volta deve subire l’attacco di Gianfranco Rotondi (Pdl) che lo ha definito “un giornale comunista“. L’editoriale del vicedirettore di Famiglia Cristiana, Fulvio Scaglione, ha un titolo emblematico che sintetizza il pensiero di molti italiani: “Sulla pelle degli italiani. Come sempre“. Per Scaglione, Berlusconi sta scaricando sulle spalle degli italiani il peso della sua “ennesima fuga dalle proprie responsabilità politiche e giudiziarie”, lanciando un ultimatum vergognoso, una sorta di ricatto che si perpetua non solo sul governo, ma sul Paese tutto. Berlusconi viene messo sul banco degli imputati per diverse questioni, tra cui figura perfino la vicenda Alitalia: “Siamo sul punto di svendere Alitalia, dopo aver speso miliardi di euro pubblici per trattenerla nel 2009 quando avremmo potuto venderla con profitto, il tutto perché Berlusconi aveva bisogno di farsi propaganda con la difesa dell’italianità”. Un duro attacco che non è andato giù a Rotondi, il primo a firmare le dimissioni su diktat di Berlusconi.   LEGGI ANCHE Il Pdl fa sul serio: Rotondi è il primo a dimettersi, il Colle è preoccupato  

Scaglione vs Berlusconi: “Ci condanna alla serie B dello sviluppo”

Scaglione continua con l’attacco a Berlusconi, fautore di una propaganda elettorale che è servita solo a ingannare gli italiani: “Gli italiani pagavano l’Ici, poi Berlusconi impose la più gravosa Imu; nella successiva campagna elettorale si fece bello promettendone l’eliminazione; e ora che il Governo delle larghe intese, per placarlo, ha eliminato l’Imu, scopriamo che tra Service Tax e aumento dell’Iva (perché il buco va in qualche modo coperto) pagheremo ancora di più”. Conseguenze, queste, che pesano sulle tasche degli italiani. Azioni, come le dimissioni dei “servizievoli ministri”, che provocheranno un’instabilità politica la quale, secondo le principali istituzioni economiche internazionali, condanneranno il Paese “alla serie B dello sviluppo“.

L’editoriale di Scaglione diventa un vero e proprio sfogo contro Berlusconi e in difesa degli italiani: “E’ il cinismo di sempre, l’interesse dell’uno e dei suoi fidi finanziato dai sacrifici dei molti. Come le leggi ad personam, che hanno stravolto il sistema della Giustizia e inquinato la vita economica (pensiamo solo alla depenalizzazione del falso in bilancio). Come gli infiniti condoni. Come gli scudi fiscali, formidabili spot a favore dell’evasione fiscale che infatti, cifre alla mano, in questi anni è solo cresciuta”. La chiosa è un invito agli elettori italiani piuttosto esplicito: “E’ più che giunto il momento che la folle cavalcata del Cavaliere trovi fine. Una parola che possono scrivere solo gli italiani”.  

Del Colle vs Berlusconi: “Perso ogni filo di dignità”

Ad attaccare ancora Berlusconi, sullo stesso giornale, un altro articolo di Beppe del Colle, dal titolo altrettanto emblematico: “Berlusconi: perso ogni filo di dignità“. Un duro attacco al Cavaliere che si nota subito dalle prime righe: “Che Berlusconi avesse perso ogni ultimo filo di vera dignità, di rispetto di se stesso, della sua famiglia, delle sue imprese e infine del suo stesso partito, lo si sapeva da qualche mese, e soprattutto dopo la sua condanna per il reato di frode fiscale, resa definitiva dalla Cassazione nell’agosto scorso. Per vera dignità nel caso Berlusconi si intende, anche e soprattutto, il senso di responsabilità verso il Paese da parte di una persona che lo ha guidato e condizionato, al potere o all’opposizione, da vent’anni”. Insomma, l’affondo di Famiglia Cristiana nei confronti di Berlusconi non sembra affatto una semplice critica, piuttosto una disamina su un ventennio che ha condizionato il futuro di un intero Paese. La questione più seria viene infatti spostata sul tema dignità: “Con l’invito a dimettersi rivolto ai cinque ministri del suo partito nel governo Letta, l’ex premier ha posto il problema della dignità personale anche a quelle cinque persone che hanno giurato fedeltà alla Costituzione e che, in quanto parlamentari, hanno il dovere di onorare quel compito senza vincoli di mandato, cioè nel rispetto della propria coscienza e del bene comune”.

 

Sentite Gianfranco Rotondi: “Famiglia Cristiana è un giornale comunista”

Secca la replica di Gianfranco Rotondi, che ha definito Famiglia Cristiana “un giornale comunista schierato sempre con i poteri forti” e accusandolo di aver perso “ogni filo di carità cristiana”. Al di là del credo politico di ciascun italiano, risulta davvero impensabile come Famiglia Cristiana possa essere definito un giornale comunista. Una dichiarazione che assume su di sé dei connotati poco rassicuranti per quello che ci aspetta in Italia e che dà inavvertitamente ragione ai due articoli pubblicati su Famiglia Cristiana. Per dovere di cronaca bisogna precisare che Rotondi è una delle “teste calde” del Pdl, che nel 2011, quando era ancora ministro per l’Attuazione del programma, come riportato dal Fatto Quotidiano, affermò: “Dobbiamo coccolare i parlamentari; se un giorno gli si dice che vanno dimezzati, il giorno dopo che gli si tagli allo stipendio, quello successivo l’auto blu, significa voler proprio far cadere il governo”. Come a dire: o si difende la Casta o cade il governo. Dichiarazioni che già all’epoca avevano suscitato un mare di polemiche che oggi, in un Paese dotato di memoria corta, ci preme ricordare.  

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