Fallimento Mercatone Uno, cassa integrazione da subito per i lavoratori

Dieci milioni di euro per ogni mese di esercizio, fino a raggiungere la cifra di 90 milioni di euro al momento della sentenza di fallimento e la conseguente chiusura dei punti vendita.

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Dieci milioni di euro per ogni mese di esercizio, fino a raggiungere la cifra di 90 milioni di euro al momento della sentenza di fallimento e la conseguente chiusura dei punti vendita.

Subito la cassa integrazione ai duemila dipendenti della Mercatone Uno, alcuni avvisati del fallimento della società via WhatsApp, altri – peggio – a fatto già compiuto, con la chiusura dei 55 punti vendita dislocati per tutta Italia durante la notte, proprio a ridosso del voto delle elezioni europee. Le prime mosse del governo in carica sono state ufficializzate da Luigi Di Maio al termine dell’incontro di ieri con i segretari dei sindacati e i curatori fallimentari. I sindacati presenti al tavolo erano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs. Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico ha inoltre annunciato un nuovo tavolo di confronto per la giornata del 30 maggio, quando intorno al tavolo del Mise si siederanno creditori e fornitori, le altre vittime del fallimento della storica azienda romagnola di arredamenti.

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Anche i clienti beffati

Chi 800 euro, chi duemila euro, altri ancora somme inferiori di denaro ma non meno importanti. Stiamo parlando della spesa effettuata da migliaia di clienti per cucine e mobili della Mercatone Uno, che ora rischiano di vedere andare in fumo il proprio denaro. Un’eventualità che Federconsumatori intende scongiurare. L’associazione suggerisce ai clienti di “rivolgersi al giudice fallimentare per effettuare l’insinuazione al passivo entro e non oltre il 20 settembre 2019”, come si apprende dalla fonte intercettata dall’edizione italiana di Business Insider. Inoltre, il numero uno di Federconsumatori assicura che l’associazione si attiverà nelle prossime ore per ottenere l’annullamento dei finanziamenti stipulati da quei clienti che, con ogni probabilità, non vedranno mai la merce per cui hanno già versato un acconto per poi completare l’acquisto a rate accedendo a una proposta di finanziamento.

I debiti accumulati in 9 mesi dalla Shernon

Dieci milioni di euro per ogni mese di esercizio, fino a raggiungere la cifra di 90 milioni di euro al momento della sentenza di fallimento e la conseguente chiusura dei punti vendita. Di questi 90 milioni, 3,8 milioni provengono da acconti versati dai clienti per circa ventimila ordini rimasti inevasi. Non solo, la nuova proprietà della Mercatone Uno non è riuscita a far fronte nemmeno al pagamento di circa 6 milioni di euro a fornitori e locatori dei punti vendita, oltre a un mancato saldo di 15 milioni di euro all’amministrazione straordinaria. Una fine annunciata.

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