Fallimento Melegatti: quanti lavoratori perdono il posto, miracolo di Natale cancellato

Fallimento per la Melegatti, il miracolo natalizio non è purtroppo servito. Ora si attende il commissario per un confronto.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Fallimento per la Melegatti, il miracolo natalizio non è purtroppo servito. Ora si attende il commissario per un confronto.

Prima uno, poi un altro, e un altro ancora. A Natale i pandori Melegatti avevano contribuito a scrivere una favole social e, soprattutto, reale. A distanza di cinque mesi il finale che nessuno avrebbe voluto ascoltare né vedere. La storica azienda di Verona è fallita. Questa la decisione presa dal giudice Giulia Rizzuto, a capo del collegio del Tribunale della città veronese, chiamato a pronunciarsi sull’istanza di fallimento presentata dalla pm Alberto Sergio. Game over, dunque, amaro per i dipendenti, i quali fino all’ultimo hanno fatto il possibile per sperare in un futuro diverso da quello che appariva già scritto.

La Melegatti è fallita

Complessivamente, fa sapere Repubblica, i dipendenti sono 350, cifra che riporta il computo totale di lavoratori dipendenti e stagionali. Per loro il sogno di continuare a lavorare per la Melegatti si conclude a distanza di cinque mesi. Oltre un milione e mezzo di pandori realizzati in tempi record. Lavoro, passione, amore per un marchio italiano storico, il cui fondatore brevettò a fine Ottocento il pandoro, poi imitato in tutto il mondo. Le difficoltà finanziarie erano note all’opinione pubblica, anche grazie a diverse azioni sui social con cui ci si augurava di poter riuscire a raggiungere quanto prima la luce.

Nulla di tutto questo però è bastato, alla luce della decisione presa dal collegio del Tribunale di Verona, che ha accolto l’istanza di fallimento del pubblico ministero. Abalone (fondo maltese) e Hausbrandt (noto marchio di caffè trevigiano), nell’ordine, avevano provato ad aiutare la Melegatti. In ultimo, aveva espresso la propria volontà di venire in soccorso dell’azienda veronese il fondo americano D.E. Shaw & C., attraverso un piano di salvataggio pari a 20 milioni di euro. L’ultima lettera aperta, scritta e pubblicizzata dagli stessi lavoratori, comparsa sul quotidiano “L’Arena” non ha sortito gli effetti sperati. Anche Luca Zaia, Presidente della Regione Veneto, ha detto la sua in un messaggio: “Stiamo seguendo ormai da settimane, la situazione della Melegatti passo dopo passo. Ora attendiamo il commissario per un primo confronto. Avvieremo quanto prima un confronto che consenta di garantire quelli che sono obiettivi irrinunciabili come mantenere l’attività produttiva e quindi i mercati di riferimento, salvaguardare l’occupazione, mantenere in vita un marchio storico e una azienda simbolo del Veneto e delle sue tipiche produzioni dolciarie. Su questo, posso fin d’ora garantire che la Giunta regionale metterà tutto il suo impegno”.
Il finale, stavolta, non è affatto dolce.

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Argomenti: Crisi economica Italia, Economia Italia

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