Fallimento Borsalino: non tutto è finito, i possibili scenari

Il fallimento della storica azienda Borsalino: futuro segnato o c'è ancora speranza?

di , pubblicato il
Il fallimento della storica azienda Borsalino: futuro segnato o c'è ancora speranza?
Un vecchio detto dice che la speranza è l’ultima a morire. Anche nel caso del fallimento della Borsalino, storica azienda italiana nata 160 anni fa, il proverbio non è inadatto, anzi. Nonostante la parola fallimento evochi ai più scenari apocalittici, in realtà non dovrebbe essere ancora stata scritta l’ultima parola su una delle imprese che più ha fatto breccia oltre i confini nazionali. L’azienda, icona di stile da sempre, può ancora risorgere dalle cenere altrui, visto che la situazione in cui oggi versa non ha alcun collegamento con la gestione sana della società alessandrina, bensì sarebbe da imputare ad un’unica figura, Marco Marenco, imputato per maxi bancarotta fraudolenta per uno dei maggiori crac finanziari dopo Parmalat. A riportarlo, in un approfondimento, è l’Agi.

Cosa è successo

Il tribunale di Alessandria ha respinto la richiesta di concordato della Haeres Equita srl, società che fa riferimento a Philippe Camperio, l’imprenditore svizzero che nel 2015 ha deciso di provare a salvare la Borsalino dopo che quest’ultima era finita nei guai a causa -racconta Agi – dell’arrivo di Marco Marenco. Dopo il crac, quote pari a più del 65 per cento della Borsalino vengono messe sotto sequestro, la percentuale detenuta da Marenco e Finind, anche quest’ultima società che rientra nell’universo marenchiano.

Gli scenari

La richiesta di concordato preventivo era stata avanzata dal cda della Borsalino per evitare la dichiarazione di fallimento. Nonostante le buone vendite registrate nell’ultimo periodo, costellato di mille difficoltà, il tribunale boccia il concordato. Alla luce di quanto successo, non è però corretto parlare di azienda fallita, in quanto non è stata presentata alcuna istanza che faccia riferimento a tale scenario.
Al contrario, c’è ancora la volontà di salvare il marchio. Come? Presentando un nuovo concordato oppure una ristrutturazione del debito. La terza strada è quella di presentare ricorso in Cassazione contro la decisione del tribunale. Vedremo quale sarà il futuro della storica azienda.
Argomenti: ,