Facebook vale 345 miliardi e anche gli utenti potranno fare soldi, ecco come

Facebook vale in borsa il 350% in più di appena tre anni fa e adesso pensa di pagare gli utenti. Vediamo le varie ipotesi.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Facebook vale in borsa il 350% in più di appena tre anni fa e adesso pensa di pagare gli utenti. Vediamo le varie ipotesi.

In tre anni, il titolo Facebook è volato a Wall Street del 350%, arrivando sopra i 120 dollari attuali. La società di gestione del più importante social network al mondo vale adesso in borsa 345 miliardi di dollari. Naturale per un colosso, che nel solo primo trimestre del 2016 ha maturato ricavi per 5,38 miliardi, segnando un boom del 52% su base annua. L’utile netto è stato di 1,51 miliardi, il triplo di quello prodotto nello stesso periodo dello scorso anno. In crescita continua anche gli utenti attivi mensili, saliti a 1,65 miliardi. In pratica, quasi un abitante su quattro sulla Terra è un utente di Facebook e dato ancora più importante per le prospettive future è che l’82% dei ricavi sono arrivati dal mobile, a conferma che lo spostamento degli utenti dal PC ai dispositivi mobili (tablet, smartphone) non solo non starebbe danneggiando il business della creatura di Mark Zuckerberg, ma sarebbe alla base dei migliorati risultati societari. I dipendenti ammontano a 13.600 unità, in crescita anch’essi e di ben il 35% su base annua. Più dei tre quarti dei ricavi arrivano dal Nord America e dall’Europa, mentre il resto del pianeta vale ancora appena il 24%. Unico dato in contrazione sono i ricavi derivanti dai servizi a pagamento, che nei primi tre mesi dell’anno hanno segnato un calo tendenziale del 20% a 181 milioni, dovuto alle app per il gaming.

Pagare utenti Facebook

Il ceo Sheryl Sandberg punta adesso, però, a introdurre una grossa novità per l’oltre un miliardo e mezzo di utenti iscritti al social e che lo frequentano almeno qualche volta al mese: la possibilità di essere pagati. Ammettiamolo, sarebbe un sogno potere monetizzare dal trascorrere del tempo, più o meno piacevole, su Facebook, dopo che per anni ci siamo rimasti collegati per ore ed ore gratis. Ma quale sarebbe l’idea della manager? I dettagli non sono noti, si stanno studiando diverse strade, ma l’obiettivo sarebbe quello di cercare di remunerare gli utenti per la condivisione di post e video. Questi ultimi sono condivisi sul social a un ritmo di tre volte in più all’anno. Proprio questo dato ha sbalordito la Sandberg, che vorrebbe premiare proprio tali utenti. Per farlo, sarebbero allo studio varie ipotesi, una delle quali consiste nel “branded content”, ovvero della possibilità di venire pagati per pubblicare e condividere post pubblicitari di marchi con i quali si hanno accordi commerciali. [tweet_box design=”box_09″ float=”none”]#Facebook pagherà utenti per i video postati?[/tweet_box]      

Condivisione post e video Facebook dietro remunerazione?

Tra le opzioni, non necessariamente alternative, la società starebbe pensando anche di consentire agli utenti di effettuare donazioni a un istituto a scelta, semplicemente premendo su un tasto, così come quella di effettuare acquisti, sempre attraverso un tasto. Oltre alle donazioni in senso stretto, si potrebbe decidere di finanziare il progetto di un marchio, oppure si potrebbero creare spazi per l’incontro tra il brand e “influencer”, ossia della persona che sarebbe in grado di influenzare le abitudini di consumo di altre persone. Quando ai video, una delle soluzioni ideate consisterebbe nell’inserimento di messaggi pubblicitari, che sarebbero visualizzati dagli utenti e che permetterebbe loro di monetizzare parte dei ricavi degli editori. Insomma, le soluzioni per fare qualche soldino con Facebook potrebbero essere le più disparate, ma il dato saliente è che da semplice strumento di connessione tra persone, il colosso dei social si starebbe già trasformando in un contenitore più ampio, puntando forse a divenire in poco tempo un concorrente temibilissimo per altri giganti, come il motore di ricerca Google. Il vero punto di forza di Zuckerberg è, infatti, che i suoi sterminanti utenti trascorrono diverso tempo della loro giornata su Facebook e ciò crea lo spazio da un lato per offrire loro servizi ulteriori, dall’altro per consentire loro di monetizzare qualcosa dal compimento di gesti, ad oggi svolti in assoluta gratuità. Non dimentichiamoci, poi, che proprio perché l’utenza trascorre spesso persino ore ogni giorno sul social, la società entra quotidianamente in possesso di miliardi di informazioni, che fanno semplicemente la felicità dei pubblicitari e di chi vuole investire nell’offerta di beni e servizi targetizzati. Dopo anni di polemiche sulla scarsa tutela della privacy, almeno in un futuro abbastanza prossimo potremmo anche guadagnarci qualche spiccioli dal mettere in piazza (online) la nostra vita privata. E dire che sinora si era temuto che sarebbe stato Facebook a pretendere di venire pagato dagli utenti.    

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