Come Facebook ‘produce’ i nostri pensieri e desideri e ‘manipola’ gli esiti del voto: l’intervista shock

Facebook è una macchina più complessa di quello che crediamo: Martinez, ex mente di FB, spiega come 'crea' pensieri e desideri e può manipolare il voto.

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Facebook è una macchina più complessa di quello che crediamo: Martinez, ex mente di FB, spiega come 'crea' pensieri e desideri e può manipolare il voto.

È il momento di capire che Facebook ha un potere davvero enorme e che va ben al di là di quanto noi possiamo immaginare: a dirlo non è una persona qualunque, ma Antonio Garcia Martinez, che ha un curriculum di tutto rispetto, da Goldman Sachs a Facebook stesso (da cui è uscito da qualche anno). In un libro shock, Chaos Monkeys, spiega cosa sta diventando il social network più diffuso al mondo, perché ha già cambiato le nostre vite, come pilota le nostre scelte e perché è un pericolo per le democrazie. Infine, perché sarà davvero difficile per i governi limitarne la portata: Mark Zuckerberg avrebbe le chiavi per ‘dominare’ il mondo o, perlomeno, per trasformarlo come meglio crede.

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Facebook, la democrazia potrà sopravvivere?

L’elemento più forte della riflessione di Martinez è il seguente: Facebook sta diventando sempre più personalizzato (mediante il meccanismo delle pubblicità), per cui, piano piano, sta creando una realtà apposita per ogni utentec’è qualcuno che sta selezionando ciò che dobbiamo pensare. Se una persona trascorre sempre più tempo sul social network, significa che le sue idee si sviluppano in quel luogo, anche se ‘virtuale’; come dice Martinez durante un’intervista rilasciata a L’Espresso: “C’è stato un tempo in cui ciascuno aveva diritto alla propria opinione; ora ciascuno ha diritto alla propria realtà, e alla propria verità (…) Dare una visione personalizzata del mondo a ogni utente, del resto, è sempre stato parte dei piani di Facebook”. Un mondo univoco non esiste più: ognuno ha la sua realtà personalizzata e questa realtà è ‘gestita’ e ‘guidata’ dall’alto.

È già possibile, infatti, manipolare il voto: molte persone oramai si informano quasi esclusivamente su Facebook, mediante i link che appaiono in bacheca. Il nodo – afferma Martinez – è che “in un mondo mediato dal digitale, tutto – dagli appuntamenti online alla politica – diventa un problema di marketing” a tal punto che “il problema è vivere ciascuno in una propria realtà selezionata da altri. È qui che si cela il rischio di manipolazioni”.

Facebook, la nostra vita è seleziona da altri: quale soluzione?

Al centro della questione, vi è la pubblicità personalizzata su Facebook e l’algoritmo che lavora per la personalizzazione per ogni singolo utente: quando parliamo di ‘pubblicità’ si deve intendere anche quella politica, quella che permette che appaia un determinato messaggio e non un altro. La nostra vita, così come la costruzione della nostra identità virtuale (che lo è sempre di meno e diviene sempre più ‘reale’), viene gestita da un algoritmo: quale soluzione? Martinez non ha la ricetta e lo ammette candidamente: “l’idea che dei burocrati europei debbano diventare i controllori e i regolatori dell’algoritmo del News Feed di Facebook, per esempio, è una follia. Ed è impossibile che un’azienda che, peraltro, modifica questo algoritmo ogni giorno, apra il cuore della sua proprietà intellettuale a un qualche ministero o autorità per la protezione dei dati. Se passasse una legge simile in un paese, Facebook semplicemente lo abbandonerebbe”.

Come sottrarre potere a Facebook?

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Martinez è convinto che i social network, Facebook in testa, siano diventati un bene primario per lo sviluppo delle identità post-moderne. Non significa, ovviamente, dare un giudizio positivo, ma identificare un principio di realtà: non è possibile immaginare un mondo dal quale scompaiano definitivamente i social network, perché fanno parte della nostra realtà. Se, dunque, oramai il marketing si gioca anche sulla costruzione dei nostri desideri e delle nostre volontà, fino a poter pilotare non solo i nostri ‘acquisti’, ma anche le nostre scelte più individuali, come il voto, quale può essere la ricetta? Secondo Martinez, i governi non possono fare nulla, il mondo è cambiato e la post-verità ha trionfato; la risposta che viene data è davvero semplice (se non fosse davvero complessissima!): “Beh, è ora che gli utenti comincino a usare il cervello”.

Ma se il nostro ‘cervello’, inteso come pensieri e volontà, viene gestito da un algoritmo, cosa ci resterà più da utilizzare?

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