Facebook, post su notizie non più gratis: piccoli giornali temono il crollo

Duro colpo di Facebook ai media con l'ultima novità testata in sei paesi. A rischiare maggiormente sono i piccoli organi di informazione.

di , pubblicato il
Duro colpo di Facebook ai media con l'ultima novità testata in sei paesi. A rischiare maggiormente sono i piccoli organi di informazione.

E’ di poche settimane fa il debutto anche in Italia delle news in abbonamento per gli utenti di Facebook. Il social network più popolare al mondo ha stretto collaborazioni con varie testate giornalistiche nazionali, al fine di consentire ai propri utenti di visualizzare fino a un tot di notizie gratis, prima di dovere sottoscrivere un abbonamento per goderne di altre.

Ad avere siglato una partnership in fase di test è stata Repubblica per il Gruppo L’Espresso in Italia. Adesso, Mark Zuckerberg compie un altro passo in avanti e in sei paesi (Slovacchia, Sri Lanka, Serbia, Bolivia, Cambogia e Guatemala) ha deciso di spostare tutti i contenuti scritti e video di carattere informativo da News Feed a Explore Feed, ovvero di rimuoverli dalla visualizzazione automatica per gli utenti, facendoli finire in una sezione a parte, laterale e nemmeno facilmente visualizzabile. (Leggi anche: Facebook a pagamento, arrivano le news in abbonamento)

Secondo Facebook, l’intento dell’iniziativa, che per ora riguarda solo gli utenti dei suddetti stati, sarebbe di andare incontro alle richieste dell’utenza, che desidererebbe “un modo più semplice per vedere i post di amici e parenti”. Pertanto, il social sta testando la creazione di due spazi differenti: uno per i post di amici e parenti, un altro per i contenuti di carattere informativo. Quanti pubblicano notizie, se vorranno ritornare ad essere visualizzati dagli utenti tra le News Feed, dovranno pagare. Attenzione, però, perché le pagine a cui l’utente ha messo “mi piace” e che segue continueranno ugualmente ad comparire tra le News Feed. Infine, la società si difende, sostenendo che non ha in programma di estendere la novità nel resto del mondo.

Panico tra i media minori

Tra i media è panico. Molti dei quotidiani oggi sopravvivono solo grazie al traffico da social. In Slovacchia, un giornalista che scrive per Medium parla di un crollo delle visite di due terzi da organico con lo spostamento delle notizie in Explore Feed, il cui tasto si trova nella barra laterale a sinistra per la versione web, cliccando il quale si visualizzeranno le notizie nascoste dal social.

Le rassicurazioni di Facebook non aiutano, perché già si parla della chiara intenzione di Zuckerberg di creare un ambiente “pay-to-play”, ovvero un social sempre più spostato su servizi a pagamento.

Piaccia o meno, i media dovranno fare i conti con la legittima volontà di Facebook di monetizzare ulteriormente dal proprio social. Per quanto questi sia diventato quasi irrinunciabile per quanti lo usano per pubblicarvi notizie e raggiungere così un vasto pubblico, non dovremmo mai dimenticare che Facebook sia una società privata, che deve, anzitutto, rispondere ai propri azionisti e non al mondo dei media che spesso ci campa sopra. Certo, l’iniziativa avrebbe effetti dirompenti per i quotidiani, perché rischia di colpire particolarmente i media meno noti, quelli che hanno un numero di followers inferiore o meno “mi piace” alle proprie pagine. Il mercato delle news verrebbe, quindi, scremato in favore dei colossi.

Viene il dubbio che Zuckerberg voglia così contrastare la diffusione dilagante delle “fake” news, avendo ricevuto esplicita richiesta da diversi governi, specie negli USA e in Germania, di arginare il fenomeno, i cui effetti sul mercato elettorale sarebbero considerati non secondari. E cosa di meglio che minimizzare le visualizzazioni degli organi di informazione secondari e in quanto tali meno controllabili? (Leggi anche: Bufale, fake news e post verità)

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti:
>