Facebook e Zuckerberg: dal Social Network alla politica

Nasce FWD.us : con il fondatore di Facebook sorgerà un Movimento a Stelle e strisce?

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Nasce  FWD.us : con il fondatore di Facebook sorgerà un Movimento a Stelle e strisce?

Mark Zuckerberg, fondatore geniale di Facebook, è pronto a passare dal mondo dei Social Network a quello della politica. Qualcuno lo ha già ribattezzato il nuovo Beppe Grillo.

Zuckerberg e Grillo: punti di contatto tra FWD.us  e il Movimento 5 Stelle

A sostegno del paragone c’è, aldilà dei contenuti (che nel caso dell’organizzazione statunitense sono ancora in fase di bozza chiaramente), soprattutto  l’approccio con la gente: il look casual, il rifiuto per l’obbligo di giacca e cravatta e la promozione di strumenti online (come si intuisce già dal nome dell’organizzazione, che si legge “Forward Us” che può essere letto in realtà in un duplice significato potendo anche significare “Avanti America”). L’obiettivo quindi è quello di creare un coinvolgimento virale. L’impronta tecnologica è evidente visto che di FWD.us fanno parte anche altri nomi illustri della Silicon Valley: il ceo di LinkedIn, Reid Hoffman, i venture capitalist John Doerr e Jim Breyer, Ruchi Sanghvi di Dropbox, primo ingegnere donna assunta a Facebook. Il giovane amministratore delegato, in un editoriale pubblicato sul Washington Post, ha anticipato “Lavoreremo con i membri del Congresso di ambedue i partiti, con l’amministrazione e con gli stati e le autorità locali. Useremo strumenti online e offline per promuovere l’appoggio a cambiamenti politici

Aprire all’immigrazione per accogliere talenti: come sfruttare la fuga di cervelli

La riforma dell’immigrazione è tra i primi obiettivi del programma: “C’è bisogno di un nuovo approccio: c’è bisogno di una riforma dell’immigrazione ampia che inizi con un’efficace sicurezza dei confini, consenta di seguire una strada per ottenere la cittadinanza e ci consenta di attirare i maggiori talenti e i lavoratori, non importa dove si è nati” . Una questione di cui si discute molto in questi giorni negli USA: per anni lo scontro tra progressisti e conservatori ha bloccato qualsiasi riforma in materia. Molta importanza viene concessa al diritto all’educazione e agli investimenti per istruzione e cultura, per migliorare gli standard di responsabilità nelle scuole Nell’editoriale l’inventore di Facebook parte dalla sua storia personale, che certamente può essere di esempio: “I miei bisnonni sono arrivati negli Stati Uniti passando per Ellis Island. Uno dei miei nonni era postino, l’altro poliziotto. I miei genitori erano medici. Io ho creato un’azienda. Niente di tutto questo sarebbe stato possibile senza una politica dell’immigrazione accogliente, un sistema scolastico di alto livello e la comunità scientifica che ha creato internet”. Chiaramente l’immigrazione qualificata servirebbe in primis all’industria tecnologica. Da questo punto di vista sono già state mosse le prime critiche, che dubitano della mancanza di tornaconto nelle intenzioni di Zuckerberg. In particolare c’è negli USA il sospetto che le compagnie americane potrebbero sfruttare l’ H-1B visa per accogliere professionisti stranieri, offrire loro training negli USA e poi rimandarli nel Paese di origine, ad esempio in India, a svolgere le stesse mansioni ma con costi ridotti per l’azienda.    

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Argomenti: Politica