Export rallenta nel 2018 ma le Isole ingranano la marcia: la situazione italiana

Secondo il report le regioni trainanti sono la Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.

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Secondo il report le regioni trainanti sono la Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.

Cresce al rallentatore l’export in Italia, secondo il rapporto sulle esportazioni nelle regioni relativo al quarto trimestre 2018 dell’Istat. Ci sono però delle differenze su base regionale, infatti mentre si sono segnalati aumenti percentuali per il Nord e le Isole, a risentire in maniera negativa durante l’ultimo periodo del 2018 sono stati il Sud e il Centro.

In particolare la crescita è stata sostenuta per le isole con un +12,2% grazie alla vendita di prodotti energetici, +4,3% per il Nord-est, +3,4% per il Nord-ovest, +2,5% per il Sud e +1% per il Centro. Secondo il report le regioni trainanti sono la Lombardia per quanto riguarda esportazioni di metalli di base e prodotti in metallo, Emilia Romagna e Veneto per macchinari e apparecchi, Sicilia per prodotti energetici e Toscana per prodotti farmaceutici.

Quali sono le regioni più dinamiche

Secondo l’Istat tra le regioni più dinamiche dello scorso anno si segnalano la Valle d’Aosta con il +9,1%, Molise +46,0%, Calabria +15,9% e Umbria +8,7% che nonostante tutto hanno un impatto meno importante rispetto a Sicilia, Friuli Venezia-Giulia, Emilia-Romagna e Lombardia. Dati negativi, invece, per Liguria, Lazio, Puglia e Marche mentre per quanto riguarda le città dati positivi sono stati segnalati per Milano, Asti, Brescia, Firenze, Siracusa, Bologna e Piacenza.

Considerando i paesi una spinta maggiore avviene per le vendita dalla Lombardia verso la Germania, Stati Uniti, Svizzera, Francia e Spagna e della Toscana verso la Svizzera.

Successo per l’export del vino

Interessanti anche i dati che riguardano l’export di vino secondo le elaborazioni dell’Osservatorio Qualivita Wine su dati Istat che superano i 6,2 miliardi di euro. In particolare si sono segnalate percentuali positive per quasi tutti i mercati di destinazione in particolare Usa, Svezia, Francia e Germania. Secondo il presidente Riccardo Ricci Curbastro “I dati riportano un risultato evidente per il quale Federdoc sta lavorando da alcuni anni ed è sicuramente una buona notizia, perché indica che c’è un aumento nella remunerazione del vino made in Italy che interessa tutta la filiera a partire dai viticoltori che sono il primo baluardo del sistema dei vini a denominazione.

Un trend che si registra già da alcuni anni, e che i dati del 2018 confermano in maniera importante, dovuto all’impegno e alla valorizzazione portata avanti dall’azione delle imprese e dei Consorzi di tutela”.

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