Evasione fiscale alle feste del PD: niente scontrini e non si paga l’IVA

Il quotidiano 'Libero' fa scattare le denunce dopo aver riscontrato la totale assenza di scontrini su incassi milionari

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Il quotidiano 'Libero' fa scattare le denunce dopo aver riscontrato la totale assenza di scontrini su incassi milionari
Nuove grane in arrivo per il Pd. Coinvolto in una situazione politica non proprio agevole, deve adesso fare i conti con una denuncia mediatica, presentata al contempo in procura da Confimpresa di Terni, che riguarda le feste del partito nelle varie kermesse italiane. Un dossier che rischia di scatenare un nuovo polverone, su un tema a lungo combattuto nelle ultime delicate settimane dell’economia nostrana: l’evasione fiscale. Gli organizzatori delle ‘Feste Democratiche’ riempiono ancora le piazze da giugno a settembre, ma parrebbero meno interessati agli scontrini fiscali, tant’è che l’accusa di Libero parla di ‘esenzione totale per tutti gli esercizi, e addirittura per un caffè preso comodamente dal premier Letta a Genova naturalmente senza scontrino…’.

Manuale Feste Democratiche

L’attenzione si sposta poi sul breve manuale ad uso interno per l’organizzazione di una Festa Pd in qualsiasi parte d’Italia, scritto da Luca Bosi e Nunziatina Stanco. Viene spiegato a tutti i dirigenti di partito impegnati nell’organizzazione delle kermesse estive che “le feste rappresentano una delle fonti primarie di autofinanziamento delle strutture locali del partito. Questa finalità le distingue dalle attività commerciali e pertanto nei punti ristoro non sono presenti né casse fiscali né si emettono scontrini fiscali. In questo senso – si legge – anche l’attività di raccolta sponsor, se fatta direttamente, assume il valore di una sottoscrizione al locale circolo organizzatore”.

“Incassi milionari senza pagare le tasse”. La denuncia arriva da Terni.

Qual è la cifra giusta in termini di incassi? Le Feste democratiche, che ogni anno accompagnano i simpatizzanti e militanti in tre mesi di iniziative, hanno prodotto certamente milioni di euro. Basti pensare che la sola festa provinciale di Bologna ha incassato tra i tre e i quattro milioni, mentre nel complesso sono una ventina quelle che superano la soglia del milione.
Nella provincia lombarda, invece, si registra il numero più consistente di iniziative: quattro in un mese. Tutte, naturalmente, senza fare i conti con Iva e Ires.
Inoltre, l’accordo vantaggioso stipulato con la Siae (da un minimo di 118 ad un massimo di 688 euro al giorno) ha acceso ulteriormente il faro del sospetto, con la prima denuncia ufficiale proveniente da Terni, spiegata dal dirigente di Confimpresa Francesco Bartoli. “Risulta essere vera la notizia che il Partito Democratico ha subappaltato ad una società l’organizzazione della festa democratica di Terni per tre anni? – si legge nel comunicato, riferito al segretario cittadino del partito – ma se la festa è considerata una sagra, si può subappaltare una sagra? Ma se nei ristoranti della festa non sono presenti casse fiscali né si emettono scontrini in quanto forma di autofinanziamento del Partito Democratico, perché gli acquisti della merce li fa una società privata? Questa società, la Eventi srl, in sede di dichiarazione Iva si detrae gli importi derivanti dalle fatture di acquisto della Festa Democratica?”.
Per tutti questi motivi, lo scorso ventisei agosto è scattato l’esposto presso la Procura della Repubblica, dove è stato chiesto un controllo incrociato da svolgere tra la contabilità negli anni della Eventi Srl e quella dei fornitori utilizzati. Anche sul fronte Siae è in atto un braccio di ferro dopo l’apposita convenzione stipulata, e forse tradita. La società ritiene che “un ingresso gratuito non sia sufficiente a configurare una gratuità delle Feste, dove al contrario figurano stand gastronomici a pagamento”.  Secondo tale impostazione, che deriva dai principi normalmente utilizzati dalla Siae ai fini dell’imposta sugli intrattenimenti, sarebbero ricompresi nella base imponibile anche “corrispettivi per la somministrazione di bevande e alimenti all’interno della manifestazione”. Di qui, la polemica.

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