Europa più attraente degli USA. India Russia e Brasile favoriti negli Emergenti

Dove investire nel 2018? L'Europa è meglio impostata degli USA, bene anche gli emergenti. Le previsioni degli analisti di Hermes

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Dove investire nel 2018? L'Europa è meglio impostata degli USA, bene anche gli emergenti. Le previsioni degli analisti di Hermes

Nel 2018 gli analisti di Hermes Investment Management si aspettano un ampliamento del mercato, con maggiori opportunità per gli stock picker. A livello globale – dice Geir Lode, Head of Global Equities di Hermes – prevediamo decise revisioni delle stime e forti dati macroeconomici. In questo contesto, ci aspettiamo buoni risultati per finanziari e industriali. Nel prossimo trimestre potrebbe essere preannunciato l’inizio della “Grande Inversione” (Great Unwindings) con Federal Reserve, Bce e Bank of England impegnate a preparare il terreno per la politica di normalizzazione dei tassi.

 

Se la direzione è chiara, riteniamo che l’inversione sarà graduale poichè le banche centrali sono su un terreno insidioso e l’incertezza politica potrebbe rallentare il processo. A prescindere da ciò, l’aumento dei tassi sarà vantaggioso per il settore bancario, mentre i le società con dividendi elevati, e quelle che operano nel settore dei beni di consumo potrebbero essere penalizzate. Il settore dell’information technology continua a essere interessante, nonostante i rialzi degli ultimi 18 mesi. Il settore conferma una grande crescita, elevate riserve di cassa e una base di utenti fidelizzati che creano un vantaggio competitivo sempre maggiore. In altre parole, il settore è destinato a diventare ancora più forte.

 

Nonostante l’incertezza politica riconducibile alla Brexit e al referendum  sull’indipendenza della Catalogna che hanno dominato la scena – precisa Lode – restiamo positivi sull’ Europa. Ci sono infatti reali segnali di un migliore scenario economico, le società europee sono in una fase iniziale del ciclo rispetto ai competitor americani e con valutazioni più attraenti. In America, le sfide sono sul settore retail e sull’immobiliare. Il basso traffico nei centri commerciali, dovuto alla migrazione dei consumatori verso l’e-commerce, sta condizionando il settore retail tradizionale e questo impatterà negativamente anche i fondi immobiliari focalizzati su questo settore. L’aumento dei prezzi delle case superiore alla crescita dei salari, sta inoltre rendendo inaccessibile una fascia sempre più ampia del mercato.

 

L’Europa

 

La questione più importante per il mercato europeo nel 2018 sarà capire se la ripresa degli utili che abbiamo visto quest’anno potrà essere sostenibile. Così James Rutherford, CIO European Equities di Hermes. Dopo un decennio in cui i profitti delle società dello Stoxx 600 sono scesi, il 2017 è stato l’anno in cui il trend ribassista si è interrotto e si è registrata una crescita degli utili a doppia cifra. Le stime per il 2018 stanno cambiando rapidamente, ma l’attuale consensus è attorno all’8%. La crescita degli utili è fondamentale per dare fiducia agli investitori. Anche dal punto di vista economico, la crescita è tornata nell’Eurozona e crediamo che nel 2017 il Pil potrà toccare un +2,2%, ovvero il massimo livello dopo la crisi finanziaria. I dati economici, sia quelli più importanti sia quelli secondari, sono incoraggianti. La disoccupazione è vicina ai minimi, mentre la ripresa è ampiamente diffusa. Questa rinnovata fiducia si riversa sulle imprese. L’attività di M&A è tornata, le società continuano a quotarsi e sono state adottate decisioni di investimento. Il ritorno sul mercato della banca commerciale irlandese Allied Irish Bank è un ottimo indicatore delle prospettive economiche europee e della rinnovata fiducia. Senza dubbio, l’outlook europeo non può essere completo se non si fa riferimento al contesto politico, con le elezioni in Italia nella prima metà del 2018 e i negoziati per la Brexit. Considerato tutto, manteniamo un atteggiamento di cauto ottimismo per il 2018, con l’Europa che si trova ancora nella parte iniziale del ciclo rispetto agli Stati Uniti e, pur considerando che il rafforzamento dell’euro potrebbe rallentare il tutto, l’impulso latente proveniente dalla ripresa degli utili in Europa potrebbe spingere i mercati al rialzo.

 

I Mercati Emergenti

 

I mercati emergenti si trovano in un buon momento di salute. L’economia globale, sostenuta da una ripresa senza inflazione sia negli Stati Uniti sia in Europa, sembra destinata a crescere anche il prossimo anno – dice Gary Greenberg, Head of Emerging Markets di Hermes – . I tassi di interesse aumenteranno e inizierà la fase di tapering, ma a questo punto le economie possono comunque proseguire il loro cammino. Nei mercati emergenti le partite correnti, l’inflazione e la crescita sono in generale favorevoli.

L’indebitamento estero rende la Turchia e il Sud Africa particolarmente vulnerabili, ma molti emergenti hanno costruito una forte difesa contro l’aumento dei tassi esteri e il panico degli investitori. I fondamentali microeconomici come le valutazioni, la crescita degli utili e i flussi di cassa giustificano il miglioramento continuo a livello di benchmark. Le autorità cinesi hanno introdotto misure per rallentare il mercato immobiliare, con  risultati contrastanti. La crescita dell’ India invece dovrebbe accelerare nel nuovo anno fiscale.

Russia e Brasile stanno già registrando una ripresa economica e ciò si riflette sulle stime degli utili e degli indici. Anche se la situazione attuale è abbastanza calma, uno eventuale shock sui mercati sviluppati potrebbe avere conseguenze anche sugli emergenti. La possibilità di escalation militare nella penisola coreana, nello Stretto di Taiwan o in Medio Oriente continuerà a tenere i mercati in bilico, facendoli cadere se le cose dovessero peggiorare. L’abilità del mercato di contrastare questi elementi politici sarà messa a dura prova, soprattutto considerata l’imprevedibilità di Washington. Guardiamo quindi al 2018 considerando una varietà di scenari, alcuni di quali contemplano anche un’inversione della fase bullish. Tuttavia, il lieve aumento dei tassi di interesse della Fed e il graduale allentamento del suo bilancio non fanno altro che generare nuvole all’orizzonte, piuttosto che rasserenare gli animi. Sarà importante verificare frequentemente la direzione del vento.

La crescita degli utili è stata forte nei mercati emergenti. Ci aspettiamo – aggiunge Greenberg  – che rimanga positiva, sebbene più moderata, anche nel 2018. Le valutazioni a livello settoriale sono corrette: possono migliorare se la crescita degli utili accelererà, anche se bisognerà fare i conti con la stretta monetarie degli Stati Uniti, sebbene lieve. I multipli si espandono all’inizio della fase rialzista della Fed, ma a un certo punto iniziano a soffrire. Dal nostro punto di vista, le azioni che abbiamo in portafoglio offrono ragionevoli prospettive di rialzo e, nonostante il flusso di capitali che si è riversato quest’anno sui mercati emergenti, i fondi globali erano neutrali sugli emergenti alla fine del terzo trimestre. Di certo non un segnale di euforia, ma nemmeno un segnale di panico.

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Argomenti: BRICS, Economie Europa

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