Eurogruppo: prima tranche di aiuti da 30 mld per le banche spagnole

La Spagna incasserà entro fine mese una prima tranche di 30 miliardi del prestito per ricapitalizzare le banche con un anno di tempo in più per portare il deficit/pil sotto il 3%

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La Spagna incasserà entro fine mese una prima tranche di 30 miliardi del prestito per ricapitalizzare le banche con un anno di tempo in più per portare il deficit/pil sotto il 3%, entro il 2014 invece che entro il 2013. Questo è il segnale più forte che giunge dal vertice dell’Eurogruppo che, dopo quasi dieci ore di discussione, ha deciso di lanciare ai mercati che, si spera, apprezzeranno. Si concretizzano anche i primi passi per rendere operative le decisioni di fine giugno sull’uso di Efsf e Esm (i fondi anti-crisi): accordo tecnico con la Bce per condurre le operazioni di mercato dell’Efsf. Obiettivo: acquisto dei bond sovrani sul secondario. Secondo alcuni esperti si tratta del primo atto concreto per calmierare gli spread anche se dell’acquisto di bond sul primario si discuterà più avanti. Il negoziato tra i ministri sulla gestione di questa delicata fase della crisi non si considera assolutamente concluso, le cose da decidere sono ancora molte. Aperte nuove discussioni sul nuovo governo greco che sono appena cominciate, quelle sul prestito chiesto da Cipro pure. Intanto, l’appuntamento del 20 luglio è stato confermato: i ministri dovranno formalizzare l’accordo con la Spagna per le banche (memorandum di intesa). Nel corso della notte è stato definito solo il quadro politico e si tratta di vedere le cifre conclusive delle necessità di capitale, tutte le condizioni del prestito e dei controlli europei sulla ristrutturazione del settore bancario. Tra gli elementi di condizionalità emerge anche un limite alle retribuzioni dei manager. Tra le cose da chiarire se sarà possibile la retroattività della ricapitalizzazione diretta delle banche quando entrerà in funzione l’Esm (Fondo permanente) in modo che il salvataggio pesi per poco tempo sul debito pubblico spagnolo. Resta confermato, naturalmente, l’impianto politico degli accordi generali dell’Eurozona con la ricapitalizzazione diretta delle banche che sarà possibile solo quando sarà in funzione la vigilanza concentrata sulla Bce. All’inizio di settembre la Commissione presenterà la sua proposta sulla quale si pronunceranno i governi entro fine anno. Per quanto riguarda il fronte degli spread, invece, l’Eurogruppo ha riaffermato l’impegno di fare il necessario per assicurare la stabilità finanziaria dell’area euro in particolare attraverso l’uso efficace e flessibile dell’Efsf/Esm per i paesi che rispettano le raccomandazioni e gli impegni di bilancio (incluso il calendario).

Monti: scudo anti-spread

Il problema che preoccupa maggiormente Mario Monti, che negli ultimi giorni si mostra scontento per gli stop di Olanda e Finlandia che sono sembrati “coperti” poi dalla Germania. L’accordo con la Bce, che diventa agente Efsf per le operazioni di mercato, riguarda gli acquisti sul mercato secondario, ma il dg dell’Efsf Klaus Regling ha detto che l’intervento sul mercato primario fa parte degli strumenti già previsti. La tesi ufficiale è che l’argomento non faceva parte delle questioni da discutere nella riunione di ieri. In realtà il funzionamento del meccanismo di intervento sul mercato primario per calmierare la corsa degli ‘spread’ e’ ancora da definire ed evidentemente non c’è accordo sufficiente.

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