Euro e sterlina deboli sull’assaggio di Brexit di oggi in Olanda

Euro e sterlina deboli sul referendum in Olanda, che si preannuncia un antipasto di quanto ci attende con quello più importante sulla Brexit.

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Euro e sterlina deboli sul referendum in Olanda, che si preannuncia un antipasto di quanto ci attende con quello più importante sulla Brexit.

L’Olanda vota oggi al referendum consultivo per decidere se accettare o meno il Trattato della UE con l’Ucraina, con il quale Bruxelles punta a rendere operativo un accordo di libero scambio con lo stato ex sovietico e pone le basi per una maggiore integrazione anche sul piano politico. Per quanto non si tratti di un’intesa finalizzata già da oggi a consentire un ingresso di Kiev nella UE, è così che viene avvertita dagli elettori olandesi, che nella sostanza sono chiamati a decidere se accettare di aprire le porte dell’Europa a un altro paese dell’est, con tutte le conseguenze che ciò implica sul piano delle politiche migratorie. E spaventati proprio dall’ipotesi che milioni di ucraini possano presto riversarsi negli altri stati della UE, gli olandesi potrebbero oggi bocciare l’accordo, con ciò mettendo in difficoltà il governo del premier Mark Rutte, uno degli alleati più stretti della cancelliera Angela Merkel. Egli avrebbe, però, la facoltà di non tenere in considerazione l’esito del voto, dando ugualmente seguito al Trattato, ma è evidente che quanto decideranno oggi gli olandesi non potrà essere ignorato né dal loro governo, né da Bruxelles, tanto che non a caso il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha messo le mani avanti, sostenendo che se l’accordo fosse bocciato, si aprirebbero le porte a “una grave crisi continentale”.        

Referendum Brexit, oggi un assaggio

In effetti, il voto di oggi in Olanda è considerato un antipasto di quanto potrebbe spettarci il 23 giugno, data in cui si celebra nel Regno Unito il referendum sulla Brexit, ovvero per fare decidere ai Sudditi di Sua Maestà se restare nella UE o divorziare consensualmente da essa. Una bocciatura degli accordi con l’Ucraina da parte degli olandesi verrebbe considerato un segnale negativo per l’Europa, in vista anche del referendum britannico. Lo sostiene lo stesso leader degli euroscettici di Londra, Nigel Farage, secondo cui aumenterebbero le chance di vittoria di un “no” all’Europa. Anche per questo, oggi il cambio euro-dollaro si mostra in sostanzialmente indebolimento, scendendo dello 0,3% a 1,1351, ma la moneta unica si rafforza proprio contro la sterlina, seppur di poco, a un cambio di 0,8042. Questi movimenti confermano il ragionamento sopra esposto, cioè che il mercato starebbe interpretando l’esito del referendum come un antipasto della partita più grossa, che sarà giocata a giugno a Londra. Il timore di una vittoria dei “no” all’accordo sta, quindi, indebolendo l’euro e la sterlina. Chiaramente, il rapporto tra queste due divise vira in questo momento leggermente in favore della prima, perché sembrano prevalere più le paure per le ripercussioni sull’economia britannica da un’eventuale Brexit. D’altra parte, l’architettura europea sembra sbriciolarsi ogni giorno di più e ciò non depone in favore della moneta unica, tanto che più di un analista ritiene che contro il dollaro sia già sopravvalutata, al netto delle altre considerazioni.  

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