“Euro cocktail imbevibile e l’Italia rischia più della Grecia”

Intervista al Prof Konstantinos Voudouris sull'accordo per il debito della Grecia, trovato da poco con i creditori europei. Futuro a rischio per l'Eurozona e l'Italia sarebbe la prima indiziata a uscire.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Intervista al Prof Konstantinos Voudouris sull'accordo per il debito della Grecia, trovato da poco con i creditori europei. Futuro a rischio per l'Eurozona e l'Italia sarebbe la prima indiziata a uscire.

Nuova intervista al Prof Konstantinos Voudouris sull’accordo di ristrutturazione del debito in Grecia e il futuro dell’Eurozona. Per il precedente articolo, leggi qui: La Germania scelga tra default della Grecia o condono del debito

 

G.T.: Prof Voudouris, la Grecia sta per ottenere gli ultimi aiuti dai creditori europei, ponendo fine a 8 anni di salvataggi. Come stanno vivendo i greci questo momento?

K.V.: In pratica, 8 anni di recessione hanno lasciato tracce sull’economia e il popolo in Grecia. I greci sono esausti dalle misure di austerità. La situazione è migliore di qualche anno fa, ma 8 anni di depressione sono troppi. Tsipras ha indossato la cravatta rossa con il raggiungimento dell’accordo sul debito, ma l’economia del paese sta uscendo molto lentamente dalla recessione.

G.T.: La stampa internazionale parla di “condono del debito greco”. In effetti, Atene non pagherà gli interessi fino al 2032 e tutte le scadenze relative al secondo salvataggio saranno allungate di 10 anni. Crede che il debito pubblico ellenico sia diventato ora (più) sostenibile? L’accesso ai mercati finanziari è garantito?

K.V.: Secondo il Fondo Monetario Internazionale, il debito pubblico ellenico è ora più sostenibile per il breve e nel medio termine, ma non nel lungo periodo. Il nuovo accordo rinvia il pagamento di 96 miliardi all’Efsf di un decennio e come ha detto correttamente, Atene non pagherà gli interessi fino al 2032. La durata media dei prestiti dell’Efsf era di 30,4 anni prima dell’accordo.

La bozza della proposta francese sul fatto che il debito greco dovesse essere legato ai futuri tassi di crescita è stata cestinata per responsabilità di Germania e Austria. Il debito ellenico sarebbe sostenibile, se il saldo corrente della Grecia registrasse un surplus superiore alla differenza tra i tassi applicati sui prestiti e la crescita economica. Le imprese elleniche devono puntare più sulle esportazioni. Il tasso di crescita dovrebbe essere maggiore e risultano più che necessari tagli alle tasse. I tassi di interesse sono storicamente molto bassi.

Infine, mi aspetto che un calo dei rendimenti sovrani dopo l’accordo, almeno per quest’anno.

G.T. : La disoccupazione è ancora troppo alta (sopra il 20%) e il pil risulta di un quarto più basso rispetto al 2007 in Grecia. C’è qualche segno di ottimismo tra i cittadini sul loro futuro?

K.V.: I greci restano pessimisti sul loro futuro. I giovani emigrano in altri paesi in cerca di lavoro. In Grecia, le offerte di lavoro sono quasi zero, come dimostra la curva di Beveridge (punto rosso). Il problema è che la domanda di lavoro delle imprese è debole in Grecia, a causa delle alte aliquote fiscali e dei contributi previdenziali.

G.T. : In Italia, il nuovo governo sta scuotendo le istituzioni europee, specialmente sul tema migranti. I rapporti tra Roma e Parigi hanno toccato il punto più basso e sembra nata un’alleanza con il Gruppo di Visegrad, l’Austria e i conservatori bavaresi. Cosa si aspetta la Grecia da questo mutamento di scenario?

K.V.: Macron è stato una speranza per la moneta unica e anche per l’Europa, ma sta conducendo la Francia verso un percorso di austerità, specie con i cambiamenti che rendono più elastico il mercato del lavoro. Grecia e Italia e altri stati del sud continueranno a sostenere il fardello dei migranti. Oggi l’Eurozona non è … sostenibile.

G.T.: Il condono del debito era il principale obiettivo del governo Tsipras, sebbene non sia stato ottenuto nella forma esplicita di un taglio (“haircut”). Ci sono adesso maggiori probabilità che Syriza vinca le prossime elezioni nel 2019?

K.V.: Dunque, c’è un 30% di probabilità che le elezioni vengano anticipate al 2018, ma Syriza e ANEL si battono per tenerle l’anno prossimo. Dopo l’accordo con Skopje per il riconoscimento del nome di “Macedonia del Nord”, i sondaggi mostrano che la vittoria per i conservatori di Nuova Democrazia sarà facile.

G.T.: Secondo Lei, qual è stato il principale errore commesso dall’Europa nella gestione della crisi greca. Pensa che una politica più credibile e reattiva ad Atene avrebbe reso le cose più semplici?

K.V.: Uhm, questo è un lungo discorso. In breve, la politica monetaria di “super Mario Draghi” che ha portato al deprezzamento dell’euro aiutato le esportazioni della Grecia, ma la politica fiscale restrittiva con la svalutazione interna ha contratto l’economia greca. Le entrate del governo ellenico sarebbero dovute crescere tagliando le tasse sui consumi e sulle imprese e contrastando l’evasione fiscale. La spesa pubblica doveva essere abbassata con tagli alle pensioni, non degli stipendi. Questi ultimi hanno portato a un calo della produttività del lavoro nell'”Era Glaciale Greca” (2010-2016).

G.T. : I bond a 10 anni dell’Italia rendono ora appena 150 punti base o l’1,5% in meno di quelli della Grecia. Come interpreta questo restringimento dello spread? Più fiducia nella Grecia o più paura verso l’Italia? Quanto valuta probabile una “Italexit” nei prossimi anni?

K.V. : Ora, l’Italia è prima nelle scommesse dei bookmakers riguardo a un’uscita dall’Unione Europea entro il 2025. Nonostante ciò, l’Italia ha problema di breve termine rispetto alla Grecia, che ha, invece, problemi di lungo periodo. Le probabilità di cui sotto lo provano.

G.T. : Un’ultima domanda: la Germania vanta crediti superiori a 900 miliardi con il sistema dei pagamenti della BCE, Target 2, l’Italia mostra debiti per più di 426 miliardi e anche la Grecia mostra un saldo negativo per 46 miliardi. Pensa che questi numeri rappresentino una minaccia per la moneta unica o costituiscano un deterrente per qualsivoglia “exit”?

K.V. : Non è l’unico fatto che minaccia la moneta unica. L’Eurozona è un cocktail di frutti così differenti che non si può bere e un mal di testa è alle porte. Economie troppo diverse. L’Eurozona si trova su un percorso sbagliato. O cambia o si avvierà verso la rottura in futuro. Ma per ora le probabilità di una rottura stanno al 12%, secondo l’indice Sentix.

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Argomenti: austerità fiscale, bond Grecia, creditori Grecia, Crisi del debito sovrano, Crisi della Grecia

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