Espulsione Mastrangeli dal M5S: in streaming 65 votano a favore, 25 contro

La diretta streaming salta ma il risultato è netto: 62 voti favorevoli all’espulsione. Rifiutata la proposta di dimissioni per Crimi

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
La diretta streaming salta ma il risultato è netto: 62 voti favorevoli all’espulsione. Rifiutata la proposta di dimissioni per Crimi

Dopo giorni di polemiche il verdetto è giunto: Marino Mastrangeli è stato espulso dal gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle per aver violato il divieto di partecipazione in tv. Il senatore, un poliziotto di Cassino, è stato infatti ospite in collegamento video di Barbara D’Urso a Pomeriggio Cinque. Ieri, lunedì 22 aprile, dopo la cerimonia d’insediamento di Napolitano, i parlamentari grillini, riuniti in assemblea hanno votato a maggioranza l’espulsione di Mastrangeli. La procedura di voto è stata trasmessa in diretta streaming (anche se a singhiozzi) sulla web tv La Cosa e seguita da oltre 20 mila spettatori. A prendere per primo la parola è stato Crimi, autore di un duro post contro Mastrangeli su facebook. Poi ha parlato quest’ultimo che si è giustificato: “Sono andato in tv perché erano state dette delle infamie su di me, un deputato 5 stelle ha commesso un reato definendomi serpe”. Molti i commenti critici, qualche voce si è alzata in sua difesa ma più che altro per non farlo apparire come l’ennesimo martire del Movimento. C’è anche chi, come Roberto Cotti, ne fa una questione di interessi e numeri: “è meglio non espellerlo, perderemmo un senatore e 57mila euro per il gruppo”. E mentre in aula continua il dibattito a colpi si insulti e battute al vetriolo, la diretta streaming salta. Il voto finale comunque  è netto: 62 favorevoli all’espulsione, 25 contrari e 3 astenuti. Viene invece respinta all’unanimità l’espulsione di Crimi proposta proprio da Mastrangeli dopo l’intervista a Porta a Porta. La parola passa alla rete che già nei commenti alla notizia in realtà  appare condannare Mastrangeli, in primis per essere andato in tv contravvenendo ad un divieto che ormai tutti, anche al di fuori del Movimento 5 Stelle, conoscono, e in secondo luogo per aver scelto un programma non tecnico e non imparziale come quello della D’Urso. Mastrangeli, dai microfoni della Zanzara e di La7 e Tgcom24 intanto reagisce furioso: “Un parlamentare che non può parlare che parlamentare è? Solo in Corea del Nord possono succedere queste cose. Sono come Bruce Lee, ne atterro cinquanta alla volta” incalza invocando l’articolo 21 della Costituzione.

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Argomenti: Politica