Epidemia polmonare, la Cina ammette il contagio umano e manda in rosso i mercati

Nuova SARS dalla Cina. Scoperti diversi casi di contagio umano per l'epidemia polmonare e nel bel mezzo del Capodanno cinese. Tensioni sui mercati finanziari. L'economia mondiale rischia, a partire da alcuni comparti.

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Nuova SARS dalla Cina. Scoperti diversi casi di contagio umano per l'epidemia polmonare e nel bel mezzo del Capodanno cinese. Tensioni sui mercati finanziari. L'economia mondiale rischia, a partire da alcuni comparti.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sta per dichiarare l’emergenza sanitaria, dopo che la Cina ha ammesso che l’epidemia polmonare, nota come “coronavirus”, ha già provocato quattro vittime e, quindi, che si trasmetterebbe da uomo a uomo. Il virus sarebbe di origine animale, propagatosi con ogni probabilità dal mercato del pesce di Wuhan. Le autorità di Pechino hanno accertato che 15 persone dello staff medico sono rimaste infette, mentre Shanghai ha confermato due casi di contagio e in Thailandia vi sarebbero altri due contagiati. Singapore ha disposto la quarantena per tutti i passeggeri in arrivo da Wuhan e che segnalino sintomi come febbre e difficoltà alla respirazione.

Allerta in Cina per un’epidemia misteriosa

Saremmo di fronte a una nuova SARS, l’epidemia polmonare che nel 2002/2003 provocò 800 vittime in tutto il mondo e che ebbe origine anch’essa in Cina. Rispetto ad allora, le autorità mediche cinesi si mostrano ben più capaci di gestire una situazione pandemica come quella che si teme sia esplosa in questi giorni. Tuttavia, dall’inizio del Millennio ad oggi c’è stato un boom mondiale del turismo e che ha coinvolto, in particolare, proprio la Cina, dove si festeggia in questo periodo il Capodanno lunare, l’evento che smuove più passeggeri al mondo, centinaia di milioni di persone che tornano a casa per stare in famiglia, tra cui moltissimi in arrivo dall’estero.

Giù mercati e yuan, si teme psicosi

E i mercati finanziari hanno subito recepito il messaggio, con la Borsa di Shanghai stamattina ad avere chiuso in calo dell’1,4%, mentre per il cambio cinese è stata la peggiore seduta dell’ultimo mese. Lo yuan ha perso, infatti, mezzo punto percentuale contro il dollaro, salendo a 6,90, ai minimi dal 13 gennaio.

Le borse in Asia sono state trascinate in ribasso particolarmente dai titoli del comparto aereo e viaggi. Non è difficile capire perché. Se la psicosi tra i passeggeri si propagasse, le compagnie di tutto il mondo subirebbero un calo del traffico e, peraltro, a rischio vi sarebbe l’alta stagione, quella che ha inizio con l’arrivo della primavera.

Più in generale, l’import-export tra Cina e resto del mondo traballa, specie quello attinente all’agroalimentare. L’origine animale dell’epidemia dissuaderebbe i consumatori a non acquistare prodotti in arrivo da Pechino, quando già da mesi Pechino è alle prese con la grave peste suina, che oltre ad avere decimato gli allevamenti di maiale, ha provocato l’innalzamento dei prezzi alimentari e una fiammata inflazionistica affatto positiva per l’economia domestica. La crisi rischia di ampliarsi a tutta l’Asia, se è vero che i casi di contagio umano hanno già sconfinato, riguardando anche la Thailandia, altra meta turistica in pieno boom da anni.

La peste suina fa strage di maiali nel mondo

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