Ennesimo record di Bitcoin con le aperture della finanza, ma due grandi paesi sono pronti al ban

La "criptovaluta" sale ai nuovi massimi storici in settimana, spronata da investitori istituzionali di peso. Ma nel frattempo è chiusura da parte dei governi.

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Bitcoin fin sopra 49.000 dollari

Guadagni da inizio anno fino al 65% e nuovi massimi storici per le quotazioni. Bitcoin non finisce di sorprendere. Questa settimana, ha oltrepassato i 49 mila dollari su tre notizie positive arrivate dal mondo della grande finanza. Anzitutto, quella annunciata da Elon Musk, fondatore e CEO di Tesla, che ha reso noto di avere investito 1,5 miliardi di dollari nella “criptovaluta” più popolare al mondo, al contempo facendo presente che la accetterà, pur gradualmente, come mezzo di pagamento per le vendite delle sue auto elettriche.

E Bank of New York Mellon, la più antica banca americana oggi attiva, ha comunicato “con orgoglio” che sarà la prima negli USA a offrire ai clienti il servizio di custodia per le monete digitali. Non si tratta di una notizia secondaria, perché Bitcoin non è emessa da alcuna banca centrale, essendo decentralizzata e affidata al “mining” individuale. Per questo, nel caso di furto o di smarrimento delle credenziali di accesso, il titolare di un portafoglio non avrebbe a chi rivolgersi e rischierebbe di perdere tutto. A tale proposito, abbiamo pubblicato di recente la notizia di un investitore tedesco, che non riuscendo a trovare la password per accedere al suo conto, di fatto ha perso un valore attualmente stimabile in circa 335 milioni di dollari. Grazie al servizio che verrà offerto dalla banca newyorchese, il possessore dei Bitcoin si tutelerebbe da tali rischi.

Infine, è stata la volta di MasterCard. Il circuito dei pagamenti sosterrà alcune “criptovalute” per consentire ai clienti di usarle per l’acquisto di prodotti e servizi. Il colosso sostiene che nei fatti ciò accade, ma grazie alle partnership con le società che accettano Bitcoin come pagamento, i clienti potranno convertire questi ultimi in monete fiat ed effettuare gli acquisti desiderati. In ottobre, PayPal aveva già annunciato che avrebbe consentito agli oltre 320 milioni dei suoi clienti di usare Bitcoin come metodo di pagamento. L’accettazione crescente della “criptovaluta” nel mondo della finanza si riflette nelle quotazioni per due ragioni essenziali: ne lascia intravedere un impiego sempre più diffuso e riduce i rischi che le banche centrali e le autorità finanziarie intervengano a regolamentare il mercato in senso molto restrittivo o con divieti espliciti.

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I divieti in arrivo per Bitcoin

Eppure, questi stanno arrivando proprio in una fase di massimo successo dei Bitcoin. La banca centrale nigeriana ha diramato una circolare, con la quale ha avvertito banche commerciali e altre istituzioni finanziarie di chiudere i conti legati alle monete digitali, minacciando controlli severi e sanzioni nel caso di trasgressioni. La Nigeria è stata negli ultimi 5 anni il secondo mercato per scambi di Bitcoin dopo gli USA. Essi hanno ammontato a 500 milioni di dollari. Lo scorso anno, ha assistito a un vero boom per via di una protesta anti-governativa legata al Covid-19. Le manifestazioni furono finanziate inizialmente attraverso conti bancari, di cui il governo dispose la chiusura, involontariamente alimentando proprio il mercato dei Bitcoin, attraverso cui i fondi furono fatti affluire ugualmente alle proteste. In generale, è stata la perdita costante di valore del cambio a generare interesse nei nigeriani, mettendoli ultimamente alla ricerca di assets che tutelino il loro potere di acquisto.

E anche l’India si prepara a contrastare questo business. Il ministro delle Finanze proporrà al governo di mettere al bando ogni moneta digitale che non sia emessa dalla Reserve Bank of India. Il ban entrerebbe in vigore in un lasso di tempo che va dai 3 ai 6 mesi dopo la presentazione della proposta, ma sembra un vero paradosso per il sub-continente asiatico. Qui, risiedono molte risorse umane a cui l’intero pianeta guarda per sviluppare il mondo delle “criptovalute”.

Ricordiamo che esse presuppongono conoscenze informatiche approfondite e se c’è un mercato del lavoro che abbonda in India è proprio quello legato all’informatica.

Che le potenzialità di Bitcoin siano legate particolarmente ad Africa e India lo segnala anche un’altra iniziativa. Jack Dorsey e Jay Z, rispettivamente CEO di Twitter e Square e rapper americano, hanno appena creato un fondo chiamato Btrust, nel quale hanno fatto confluire 500 Bitcoin per svilupparne proprio i mercati indiano e africano, con l’obiettivo di farne “la moneta di internet”. Alle quotazioni di ieri, il fondo valeva circa 24 milioni di dollari. Ma i governi iniziano a temere che i Bitcoin possano assurgere a potenziali asset sfuggenti al loro controllo e destabilizzanti per il potere politico e finanziario tradizionale. Per l’India, in particolare, una grande occasione sprecata di diventare un “hub” internazionale delle monete virtuali, il cui giro controvalore supera ormai abbondantemente i 1.000 miliardi di dollari.

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