Eni perde il supporto dopo la brutta trimestrale di ieri

Il Fatturato e l'Utile di Eni non hanno rispettato nemmeno le attese degli analisti. Il titolo ha chiuso la giornata in area 5,88 euro per azione. Prezzi che non si vedevano dall’ormai lontano 1996.

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Il Fatturato e l'Utile di Eni non hanno rispettato nemmeno le attese degli analisti. Il titolo ha chiuso la giornata in area 5,88 euro per azione. Prezzi che non si vedevano dall’ormai lontano 1996.

Dopo la brutta trimestrale di ieri, il titolo Eni chiude la giornata in area 5,88 euro per azione, abbondantemente sotto il supporto in area 6,24. Prezzi che non si vedevano dall’ormai lontano 1996.

Preoccupano, in particolare, il fatturato e gli utili della società. Questi, nel terzo trimestre del 2020, artefice il crollo del prezzo del petrolio (causato dall’emergenza sanitaria del Coronavirus e delle relative politiche di contenimento adottate dai diversi Paesi) non hanno rispettato nemmeno le attese degli analisti:

  • fatturato di 10,33 B, contro i 13,55 previsti;
  • EPS dichiarati -0,14, contro i -0,04 previsti.

Claudio Descalzi, Ceo della società, durante la conference call di ieri, ha cercato di rassicurare gli azionisti. Ma, alla luce dei dati rilasciati, la situazione appare complicata.

Eni trimestrale

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Le parole di Descalzi

Esaminando i risultati, Claudio Descalzi, AD di Eni, ha commentato:

“In un contesto di mercato che rimane molto difficile, stiamo contenendo con successo gli impatti negativi di questa crisi e progredendo nella nostra strategia di decarbonizzazione.

Nel trimestre, a fronte di un calo di circa il 30% dei prezzi di petrolio e gas, e del 90% dei margini di raffinazione, abbiamo conseguito ottimi risultati superando nettamente le aspettative del mercato. In ambito E&P pur con un Brent a 43 $/barile, abbiamo raggiunto un livello di produzione in linea con le attese, e un EBIT di €0,52 miliardi, valore doppio rispetto al consensus”.

Sui nove mesi, spiega Descalzi, “grazie alla riduzione degli investimenti e dei costi messa in atto nei primi mesi dell’anno, abbiamo generato un cash flow operativo di oltre €5 miliardi, a fronte di un livello di investimenti pari a €3,8 miliardi”.

Infine, conclude l’AD, “Eni ha dato prova di grande resilienza e flessibilità e i risultati conseguiti ci fanno guardare con fiducia alla ripresa della domanda, mentre continuiamo a perseguire il programma di transizione energetica”.

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