Enel, A2a e Acea sotto inchiesta Antitrust: a pagare sono sempre i consumatori

Tre inchieste Antitrust su Enel, A2a e Acea per la messa in campo di pratiche scorrette per costringere i clienti a lasciare il ‘tutelato’ e altri gestori.

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Tre inchieste Antitrust su Enel, A2a e Acea per la messa in campo di pratiche scorrette per costringere i clienti a lasciare il ‘tutelato’ e altri gestori.

Le privatizzazioni e le liberalizzazioni non funzionano in Italia, questo è un dato di fatto. L’ultima notizia riguarda l’apertura da parte dell’Antitrust di tre procedimenti giudiziari contro Enel, A2a e Acea, vale a dire quelli che rappresentano i tre principali vettori della distribuzione e vendita dell’energia elettrica in Italia. L’accusa è piuttosto pesante: turbativa della libera concorrenza – con segnalazioni giunte da concorrenti danneggiati – e pratiche scorrette per costringere i clienti a sottoscrivere contratti passando dal ‘tutelato’ o da altri fornitori.

Insomma, l’accusa è di non rispettare la libera concorrenza, mentre potrebbero arrivare denunce anche da parte dei consumatori.

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Antitrust contro Enel, A2a e Acea: cos’è successo? Le indagini

Le indagini dell’Authority che dovrebbe vigilare sulla libera concorrenza riguardano, dunque, i tre maggiori distributori di energia elettrica. Le pratiche scorrette per ‘accaparrarsi’ gli ignari utenti sono connesse alla fine del cosiddetto ‘mercato tutelato’: entro un anno, infatti, si dovrebbe chiudere con le tutele e si dovrebbe avviare un processo completo di liberalizzazione. Insomma, Enel soprattutto, ma anche A2a e Acea hanno dato inizio, in maniera scorretta, stando alle prime indagini, a una vera e propria guerra sulle spalle dei consumatori. Ad aggiungersi come capo d’accusa anche la segnalazione pervenuta dalla Aiget, la quale accusa Enel di non rispettare il mercato, in quanto distributore e venditore allo stesso tempo.

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A pagare sono sempre i consumatori: le indagini dell’Antitrust

Si tratta di una guerra tra aziende che distribuiscono e vendono l’energia elettrica. La concorrenza in Italia non riesce a funzionare, perché le turbative sono continue. A pagare il prezzo di tutto ciò sono i consumatori, i quali si trovano spesso letteralmente ‘bombardati’ di telefonate da parte di gestori altri che ‘invitano’ a passare dalla loro parte. Anche questo aspetto è sotto indagine Antitrust: alcune aziende minori concorrenti segnalano pratiche scorrette per cercare di accaparrarsi quanti più consumatori è possibile, da parte delle aziende in questione. La scorrettezza sarebbe (il condizionale è d’obbligo) connessa proprio a questo aspetto; ecco un esempio riportato da Green Network: gli operatori Enel chiamavano e dicevano che tanto l’azienda stava per fallire, che avrebbe perso l’autorizzazione a distribuire energia elettrica, che applicava tariffe più elevate perché ‘straniera’, che emetteva fatture errate e così via.

Ad avere la peggio in tutto ciò sono sempre i consumatori: la giungla delle liberalizzazioni e le ‘frodi’ possono colpire proprio perché è davvero troppo complesso per il singolo cittadino orientarsi in un mercato difficile e contraddittorio come quello dell’energia elettrica.

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