Emma Bonino primo Presidente della Repubblica donna?

Mario Monti conferma la stima ma lui candiderebbe Giorgio Napolitano

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Mario Monti conferma la stima ma lui candiderebbe Giorgio Napolitano

Emma Bonino al Quirinale: un’ipotesi rivoluzionaria che si paventa da qualche mese ma che, con l’avvicinarsi della scadenza del mandato di Giorgio Napolitano, si fa sempre più consistente. Uno dei primi incarichi del nuovo governo sarà infatti quello dell’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Tra i punti della campagna elettorale quindi i candidati leader hanno inserito quindi anche un riferimento alla scelta in merito alla poltrona del Quirinale (Beppe Grillo propone Dario Fo al Quirinale).  

Napolitano successore di se stesso?

Negli ultimi giorni molti giornali e siti internet hanno intitolato “Monti propone Emma Bonino al Quirinale” ma la notizia, così proposta, è inesatta e appare un tentativo ingannevole di avvicinare l’elettorato di sinistra alla Lista Civica dell’ex premier. Lo stesso Monti in un’intervista, pur ribadendo la stima per Emma Bonino, ha onestamente chiarito che le sue parole sono state travisate e ha precisato che la sua preferenza resta per l’attuale Presidente della Repubblica (e questa è evidentemente un’ottica di “rinnovamento” che meglio si adatta al suo stile”). E così, molto diplomaticamente, Monti ha ammesso di considerare l’ipotesi Bonino “molto buona” ma, dopo aver confermato che “In Commissione Ue insieme abbiamo fatto un ottimo lavoro. È una di quelle persone di cui ce ne vorrebbero di più”   ha anche precisato: “io un candidato ce l’ho: non è donna e conosce bene quel palazzo dove ha esercitato l’altissima funzione di presidente ed è Napolitano. Ne voterei la riconferma con vera gioia”. Eppure lo stesso Napolitano aveva sponsorizzato l’idea di un Presidente della Repubblica donna dopo di lui. Ma l’Italia è pronta?  

Perché la scelta di Emma Bonino come Presidente della Repubblica sarebbe rivoluzionaria

  Il nome di Emma Bonino circola da tempo (nell’estate del 2012 dieci attori, ovvero Luca Argentero, Sergio Castellitto, Alessandro Gassman, Remo Girone, Vinicio Marchionni, Filippo Nigro, Rocco Papaleo, Claudio Santamaria, Emilio Solfrizzi e Gianmarco Tognazzi , avevano scritto al Corriere della Sera per invitare a ”riflettere sulla bellissima opportunità” di promuovere l’esponente radicale al Colle) anche se lei ha sempre ammesso di “conoscere bene l’Italia” e di nutrire poche aspettative. E in effetti c’è chi è convinto che i nomi, quelli veramente papabili, siano coperti dal segreto e, soprattutto, siano tutti maschili. Si va da Giuliano Amato a Romano Prodi. Eppure l’elezione di Emma Bonino sarebbe rivoluzionaria: e non solo perché rappresenterebbe uno storico cambiamento di genere. Il suo nome infatti è sinonimo di meritocrazia e su questo, dato uno sguardo alla sua carriera politica, nessuno nutre dubbi. Le critiche invece arrivano, prevedibilmente, dai poteri cattolici. Emma Bonino e la sue posizioni radicali cozzano con i principi della Chiesa. Come si elegge il presidente della repubblica L’iter per l’elezione del Presidente della Repubblica prevede la votazione delle due camere riunite in seduta comune con tre delegati di ciascuna regione, scelti dai consigli regionali. Nelle prime tre votazioni sono richiesti i 2/3 delle preferenze (maggioranza qualificata) mentre per le seguenti è sufficiente la maggioranza assoluta, ovvero il 50% + 1  

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Argomenti: Politica