Emergenza siccità: i veri motivi (economici) di un disastro annunciato

Ecco la verità sull'emergenza siccità in Italia: il problema sono i cambiamenti climatici, ma il nostro Paese ha delle 'colpe' indubbie. Analisi e dati.

di Carlo Pallavicini, pubblicato il
Ecco la verità sull'emergenza siccità in Italia: il problema sono i cambiamenti climatici, ma il nostro Paese ha delle 'colpe' indubbie. Analisi e dati.

Un’estate tormentata per l’Italia: non solo i roghi, adesso anche l’emergenza siccità, la quale rischia di pesare sull’economia del nostro già debole paese in maniera davvero imponente. La questione è complessa, ma occorre analizzarla in maniera precisa e senza farsi prendere dall’emozione – i motivi fondamentali di questa emergenza sono due (e non soltanto uno, come si ritiene): da un lato, la siccità è connessa a fattori ‘ambientali’ che non possono non richiamarci a quello che dovrebbe essere uno dei primi doveri dell’uomo, la tutela dell’unico ambiente in cui è possibile la vita umana, il nostro splendido pianeta; dall’altro, occorre sottolineare – come del resto fa la Coldiretti – che le motivazioni sono anche di ordine economico e infrastrutturale, con gravissime carenze, anche in questo settore, del sistema Italia.

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Emergenza siccità: alcuni dati e, soprattutto, come leggerli

Per un’informazione corretta, occorre sempre partire da dati oggettivi, per comprendere l’entità dei problemi al di là degli ‘strilli’ mediatici. L’Italia resta un paese ‘piovoso’: ogni anno cadono circa 300 miliardi di metri cubi d’acqua, per cui il problema non dovrebbe mai porsi. Perché si pone? Semplice: di questa immane quantità d’acqua, le infrastrutture italiane riescono a ‘trattenere’ per uso antropico soltanto l’11%. Dunque, il primo dato reale è il seguente: sprechiamo quasi il 90% dell’acqua che – siccità o non siccità – bagna il nostro paese. L’emergenza siccità, comunque, è reale (ma già limitata dal dato precedente): il Po si trova circa 70 centimetri al di sotto della media stagionale dell’anno scorso sul Ponte della Becca e circa 35 centimetri a Piacenza – il dato è allarmante nella misura in cui dal Po dipende circa il 35% dell’agricoltura nazionale, ma resta il problema politico-economico.

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Emergenza siccità: l’accusa (e le proposte) della Coldiretti

L’emergenza siccità – dovuta a temperature estive caldissime e prolungate, scarsità di precipitazioni, autunno caldo, primavera anticipata, modificazione nella distribuzione delle piogge nel corso dell’anno – può essere affrontata con la giusta programmazione. Questa l’accusa e allo stesso tempo la proposta della Coldiretti. Quest’anno sono andati perduti circa 2 miliardi, ma per il futuro il governo dovrebbe investire: se i cambiamenti climatici sono in atto, è chiaro che dovrebbe essere responsabilità politica quella di affrontare al meglio la situazione. E soprattutto, bisognerebbe chiudere con la politica dei tagli alle infrastrutture, in nome di una sostenibilità economico-finanziaria che rischia di rendere insostenibile la permanenza stessa dell’uomo sulla Terra. Le proposte della Coldiretti sono molto semplici e non riguardano i massimi sistemi: manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque con opere infrastrutturali, potenziamento rete di invasi sui territori, creazione di bacini aziendali e utilizzazione di ex cave e casse di espansione dei fiumi.

Semplice? Sì: ma ci vogliono investimenti.

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Argomenti: Crisi economica Italia, Economia Italia, Inchieste Politiche, Politica, Politica italiana

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