Emergenza roghi, i morti si conteranno in autunno: perché il governo dovrebbe intervenire subito

L'emergenza roghi sembra infinita in questa estate: il pericolo sarà in autunno, quando, senza un intervento 'serio' del governo, si conteranno i morti.

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L'emergenza roghi sembra infinita in questa estate: il pericolo sarà in autunno, quando, senza un intervento 'serio' del governo, si conteranno i morti.

Abbiamo già tentato di spiegare in un nostro precedente articolo tutti gli affari connessi e i business legati all’emergenza roghi in Italia: la connessione tra malavita organizzata, imprenditoria e politica locale rende davvero difficile controllare la situazione, senza un intervento concreto del governo centrale. Ebbene, il vero problema, però, sembra essere ancora un altro ed è connesso al dissesto idrogeologico cui andranno incontro molte delle aree colpite dagli incendi dolosi: i morti si conteranno in autunno se non verrà messo in campo immediatamente un piano da parte del governo con stanziamenti di fondi per le regioni e le province più colpite dal disastro ambientale.

Eppure, da parte del governo centrale tutto tace, e il timore è che le parole che stiamo scrivendo potranno sembrare ‘profetiche’, quando il dramma annunciato si verificherà da qui a qualche mese.

Qui, Emergenza incendi, una gallina dalle uova d’oro: ecco chi ci guadagna (e guadagnerà).

Emergenza roghi: il vero dramma è il dissesto idrogeologico

La situazione sembra essere particolarmente grave in Campania, Calabria e Sicilia, dove ettari ed ettari di vegetazione sono andati in fumo lungo le pendici di montagne importanti e molto antropizzate, cioè con alto tasso di presenza umana: parliamo del messinese, ad esempio, e dell’area vesuviana vicino Napoli. Ebbene, si tratta di un dramma annunciato e non di una ‘profezia’ ed è questo che suscita grande malcontento (tra l’altro i media sembrano parlarne anche troppo poco, data l’entità del possibile disastro): gli incendi di questa portata – come spiega l’ ingegnere capo del Genio Civile Leonardo Santoro – sono capaci di cambiare la composizione chimica dei terreni più superficiali, in quanto la coltre di cenere che si deposita rende completamente impermeabili terreni, per cui ai primi grossi acquazzoni non vi sarà tenuta, ma veri e propri fiumi di fango invaderanno le cittadine e i paesi che si trovano a valle di suddette montagne.

In aggiunta, l’assenza di vegetazione rende anche più ‘friabile’ il terreno, diciamo ‘meno frenato’, il che, insieme alla presenza della cenere e alla mancata impermeabilizzazione, non potrà che comportare gravi danni: durante le alluvioni siamo purtroppo abituati a contare anche i morti e queste sono morti annunciate.

Ecco a proposito di disatri ambientali e di mafie – L’Italia è un’immensa Terra dei Fuochi: gli agghiaccianti dati sulle Ecomafie, trend in crescita.

Emergenza roghi: cosa dovrebbe predisporre il governo centrale

I lavori di messa in sicurezza delle aree colpite da emergenza roghi, soprattutto se di montagna e in luoghi ad alto tasso abitativo, dovrebbero essere iniziati nell’immediato. L’Italia, però, è anche il paese in cui a disposizione della Protezione Civile ci sono soltanto due Canadair e si preferisce investire in spese militari piuttosto che in spese civili. Da parte del governo centrale dovrebbero arrivare fondi consistenti alle amministrazioni locali e dovrebbero essere attivate procedure di trasparenza sugli appalti per la messa in sicurezza: come dicevamo in un altro nostro articolo, il business dell’emergenza roghi potrebbe anche essere questo, ditte infiltrate da mafie. Inutile dire che dal governo centrale ci si sarebbe attesi qualcosa in più già in questo momento, e purtroppo ‘prevenire è meglio che curare’ non sembra essere la strategia dei nostri governanti.

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