Emergenza migranti, ancora una ‘fake news’ (foto e video): quanto ci costa l’operazione ‘Strade sicure’?

Ancora una volta i media raccontano una notizia sull’emergenza migranti in maniera fuorviante, ancora una ‘fake news’: quanto ci costa ‘Strade sicure’?

di Carlo Pallavicini, pubblicato il
Ancora una volta i media raccontano una notizia sull’emergenza migranti in maniera fuorviante, ancora una ‘fake news’: quanto ci costa ‘Strade sicure’?

Prosegue la nostra inchiesta sulle ‘fake news’ che circolano sui maggiori media nazionali: per ‘bufala’, noi intendiamo non solo una notizia palesemente falsa che racconta di eventi mai accaduti, ma anche e soprattutto un certo modo ideologico e fuorviante di raccontare quanto accaduto realmente. Si tratta di un dispositivo che utilizzano solitamente i grandi media: se è vero che l’oggettività assoluta non esiste, è almeno altrettanto vero che un giornalismo serio dovrebbe avvicinarsi ad essa quanto più possibile. Ma passiamo ai fatti.

Altri esempi di ‘fake news’ – Le ‘bufale’ sul Venezuela che i media italiani rilanciano: come funziona il meccanismo delle ‘fake news’ ideologiche e Quanto ci costerà questa ‘fake news’ (o ‘fake reality’) su migranti e razzismo?

Emergenza migranti: ecco la ‘fake news’ – i fatti

Analizziamo prima gli eventi e come sono stati mediati. Il fatto è accaduto a Napoli: un ‘extracomunitario’, probabilmente con problemi psichici (ma si sta ancora indagando), è stato fermato dall’esercito (operazione ‘Strade sicure’); i modi utilizzati vengono raccontati nelle foto e nei video che presenteremo: ognuno si farà un’idea personale; a questo punto, molti altri extracomunitari si avvicinano e fanno capannello: volano parole e grida e uno di essi cerca anche di lanciare qualche calcio. La situazione, poi, è rientrata quasi subito. La notizia, seppur non clamorosa, è rimbalzata su tutti i media nazionali con titoli che risuonavano tutti più o meno così (paradossalmente il più ‘fuorviante’ era proprio quello del quotidiano di sinistra par excellence): ‘Gang di extracomunitari aggredisce l’esercito’.

Si tratta di un titolo ‘fake’, cioè fuorviante, volto a produrre un certo pathos nel lettore. Analizziamolo anche linguisticamente: la parola ‘gang’ viene utilizzata solitamente per quanto concerne le bande criminali, qui si tratta semplicemente di gente che protesta animatamente (magari commettendo piccoli reati), ‘gang’ è un termine che però fa pensare a qualcosa di organizzato, di violento e di illegale. La parola ‘aggredisce’ dà l’idea di qualcosa di ben più articolato, una vera e propria aggressione: innanzitutto, non c’è stata, soltanto una persona che ha mollato qualche calcio (ripetiamo: sbagliando!), e, per il resto, si è trattato di un’animata protesta.

Ecco due foto:

A questo link, il video.

A quest’altro link, invece, la risposta dei napoletani: festa con i migranti al motto di ‘Siamo tutti uguali’.

Quanto ci costa l’operazione ‘Strade sicure’?

L’esercito è presente in molte città per l’operazione ‘Strade sicure’ voluta da Alfano. In una città come Napoli, la loro presenza è spesso grottesca: al momento, si sono segnalati negli ultimi mesi per due interventi, uno per allontanare due ragazze omosessuali che si baciavano in pubblico (le coppie etero, ovviamente, non vengono mai ‘toccate’) e per questo intervento per ‘sedare’ un migrante.

Secondo i dati della Corte dei Conti, la spesa fino al 2013 è stata di 385 milioni di euro, dunque sarà grossomodo di 700 milioni di euro fino al 2017. Una cifra abnorme, soprattutto perché lo statuto dei militari nelle piazze è poco chiaro: non possono svolgere attività di polizia in senso stretto, ma possono intervenire. Diciamolo pure serenamente: Napoli è una città in cui, soprattutto nella zona dei dintorni della stazione (dove è avvenuto il fatto che stiamo discutendo), a dominare sono le cosche camorristiche e contro quelle non c’è esercito che tenga o, per meglio dire, che voglia tenere. Ma una ‘fake news’ funziona anche così: come mezzo di distrazione dai veri problemi. E dai veri sprechi.

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Argomenti: Emergenza profughi, Politica, Politica italiana