Emergenza Italia: la nostra economia è meno competitiva delle Barbados

La nostra economia è solo al 49% nel rapporto WEF 2013-2014, preceduta da quasi tutta Europa. Germania quarta e Spagna 35esima. Sprofonda 91esima la Grecia

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La nostra economia è solo al 49% nel rapporto WEF 2013-2014, preceduta da quasi tutta Europa. Germania quarta e Spagna 35esima. Sprofonda 91esima la Grecia

L’Italia è sempre meno competitività tra le economie del pianeta. Lo conferma il rapporto annuale del World Economic Forum, il Global Competitiveness Report, che ci piazza per l’anno 2013-2014 al 49esimo posto, ben sette posizioni in meno dell’anno scorso, alle spalle di Lituania e Barbados. La classifica è ancora guidata dalla Svizzera, seguita da Singapore e Finlandia. Gli elvetici si confermano al primo posto per il quinto anno consecutivo, grazie a una “rete adeguata di istituzioni” e a una forte “spinta all’innovazione”. Sale di due posizioni e si piazza al quarto posto la Germania, mentre gli USA risalgono la classifica, dopo quattro anni di discesa. A seguire la Svezia, Hong Kong, Paesi Bassi, Giappone e Regno Unito.

Ma prima dell’Italia si collocano anche altri paesi europei e del Sud, come la Spagna, che scivola al 35esimo posto, mentre il Portogallo si piazza alla posizione 51 e la Grecia crolla al 91.

E i Brics al loro interno subiscono variazioni di segno diverso: la Cina è al 29esimo posto, mentre sale al di tre posizioni alla 64 la Russia e scende di otto il Brasile alla 56. L’India è al 60esimo posto e il Sudafrica al 53esimo.

La fondazione senza fine di lucro e con sede a Ginevra stila ogni anno la classifica della competitività economica, basandosi su diversi indici e suddivisi in 12 categorie con punteggio ponderato, tra cui istituzioni, infrastrutture, istruzione, salute, efficienza del mercato del lavoro e dei servizi, tecnologia, innovazione, sviluppo del mercato finanziario.

Secondo il rapporto, le economie dell’Europa meridionale avrebbero bisogno di una maggiore efficienza dei loro mercati, di maggiori dosi di innovazione e di un miglioramento dell’accesso al credito.

Il WEF osserva anche che gli sforzi compiuti dai governi per risanare i conti pubblici hanno distolto la loro attenzione da quelle riforme necessarie a rilanciare la competitività.

Pesante, quindi, la posizione dell’Italia, ai margini dalla top 50 e che si trova ormai davanti quasi tutte le principali economie mondiali e, in particolare, dell’Europa.

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