Emergenza immigrazione: come funzionerà (e quanto costerà) la missione militare italiana in Libia

Parte la missione militare in Libia per frenare l'emergenza immigrazione: i nodi politici, economici e sociali. Ecco come funzionerà.

di Carlo Pallavicini, pubblicato il
Parte la missione militare in Libia per frenare l'emergenza immigrazione: i nodi politici, economici e sociali. Ecco come funzionerà.

L’Italia ha deciso di muoversi e ha stipulato un accordo con il governo di Tripoli per gestire l’emergenza immigrazione. Il governo italiano è pronto a definire le regole di ingaggio in maniera molto precisa, per definire i limiti di quella che, un po’ sommessamente, viene comunque definita ‘missione militare’: innanzitutto, dovrà essere la Libia a gestire le operazioni di controllo dei flussi, a bloccare i barconi degli scafisti, a riportare indietro i migranti. Semplificando al massimo: l’Italia dovrebbe dare aiuto logistico con segnalazioni alle quali farebbero poi seguito gli interventi della guardia costiera libica. Soltanto in caso di scontro a fuoco con gli scafisti, le navi italiane potranno intervenire utilizzando la forza militare. Si tratta, insomma, a tutti gli effetti di una missione di ‘guerra’.

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L’accordo tecnico-militare sull’emergenza immigrati

L’accordo tecnico-militare prevede anche un ulteriore passaggio relativo alla gestione dei migranti in territorio libico. Una volta riportati sul suolo africano, infatti, che fine faranno uomini, donne e bambini? Inutile ricordare che quando il governo Berlusconi stipulò un accordo con Gheddafi, i centri di detenzione di migranti in Libia contravvenivano qualsiasi convenzione sul trattamento delle persone, con gravissime violazioni di diritti umani. Questa volta dovrebbe essere differente: la Libia dovrà organizzare i centri di raccolta e rimpatrio, con capitali provenienti dall’Europa (Italia, Francia, Germania, UE), ma sotto il controllo dell’Alto Commissario ONU per i rifugiati e dell’Organizzazione Mondiale per le Migrazioni.

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Quanto costerà la missione e i problemi che si troveranno in Libia

Quanto costerà all’Italia questa missione militare in Libia? La domanda è lecita. Innanzitutto, l’intero progetto di cooperazione internazionale ed europea costerà in tutto circa 100 milioni di euro: si tratta delle spese per la creazione di centri di raccolta, per i rimpatri e così via. Dal punto di vista strettamente militare, il conto sarà ben più salato: si parla infatti di 9 milioni di euro al mese. Chiudiamo sottolineando due nodi che andranno affrontati a breve: il primo riguarda il fatto che la Libia, di fatto, non esiste più – ci sono due governi in concorrenza e soprattutto ampie aree del paese sono controllate da gruppi jihadisti; il secondo concerne proprio gli scafisti, che potrebbero, avendo alle spalle consistenti risorse finanziarie, gestire a tavolino naufragi per costringere le navi italiane a interventi umanitari.

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