Emergenza Covid, Conte ci sta abituando alla stupidità di regole classiste

L'ultimo Dpcm varato dal governo sembra un insieme di regole senza senso contro la pandemia. Il Comitato tecnico-scientifico si conferma demenziale.

di , pubblicato il
Regole Dpcm sempre meno sensate per combattere il Covid

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, fino all’anno scorso apparentemente destinato all’oblio delle cronache politiche, lo aveva preannunciato da Fabio Fazio: feste private vietate per lottare contro l’emergenza Covid e segnalazioni dei vicini ben accette. Come ai tempi della DDR, le spie nei condomini e nella casa di fronte dovrebbero mettere in riga qualche “scalmanato” che volesse invitare a casa propria – audite, audite – più di 6 persone. Oltre questa soglia, scatta il divieto. Secondo il Comitato tecnico-scientifico, che ormai sta dietro a tutte le decisioni direttamente e indirettamente legate alla pandemia, già da 7 persone estranee in casa c’è il rischio che si propaghino focolai. Non ci sarebbe la certezza, infatti, di poter mantenere il distanziamento sociale.

Il ministro Speranza vuole vietare le feste private e punta sugli spioni di condominio

Che si tratti di un divieto demenziale non occorrono molte parole per spiegarlo. Un’abitazione di 60 metri quadrati sarebbe uguale a una di 150? Se nella prima si farebbe fatica a tenere le distanze già in 7, nella seconda di spazio ne avanzerebbe. Ma niente, il governo ha fissato il metro uguale per tutti. Non è finita, perché se a casa non potremo invitare più di 6 amici e parenti, avremo sempre modo di andare al ristorante. Sì, avete capito benissimo. I locali restano aperti e continueranno a ospitare celebrazioni come battesimi, compleanni e matrimoni fino a un massimo di 30 invitati. Ma lo stesso locale potrà ricevere più di 30 clienti, pur nel rispetto dei limiti legati alla capienza, per servire il panino o la pizza il sabato sera. Assurdità una dietro l’altra.

In sostanza, se fai una festa in un locale non puoi invitare più di 29 persone (con te farebbero 30), ma se in quello stesso locale ci vai a mangiarti una pizza con gli amici, potresti ritrovarti con più di 30 persone nei tavoli affianco.

Il Covid evidentemente punisce perlopiù gli assembramenti di amici e parenti (serpenti, si sa!), avendo un occhio di riguardo per le uscite ordinarie.

Il Covid non colpisce chi paga

L’elenco delle assurdità non è finito. Volete trascorrere qualche ora con gli amici giocando a calcetto o praticando qualche altro sport? Vietato. Sapete, le goccioline di sudore aumentano le probabilità di contagio. Eh, già. Ma le scuole calcio restano aperte. Lì, a quanto pare, insegnano ai futuri giocatori professionisti come correre senza sudare e senza mai sfiorare il compagno di squadra o l’avversario.

Riepiloghiamo: a casa non puoi invitare più di 6 persone, al ristorante puoi andarci anche in gruppi numerosi, purché non ti venga in mente di festeggiare qualche evento con oltre 30 invitati. A calcetto non puoi andare, ma se hai una passione sfrenata per il pallone ti conviene iscriverti a una scuola di calcio. In pratica, il governo “giallo-rosso” ci sta dicendo che se paghi, il Covid puoi pure diffonderlo, mentre se non sganci gli euro e magari ti limiti a divertirti “gratis” qualche ora in casa o a calcetto con gli amici, diventi un untore. Un bell’esempio di classismo, peraltro impartitoci da due partiti che a parole sarebbero interpreti dei ceti meno abbienti: Movimento 5 Stelle e PD.

Regole assurde e poco credibili

La verità è che questo governo gioca a fare il poliziotto con i deboli e pretende pure di essere preso sul serio. Solo a Ferragosto si accorse che le discoteche fossero fonte di contagio, quando la stagione estiva volgeva al termine. A luglio e agosto, gli assembramenti nelle piazze, nelle strade, davanti a bar, pub e ristoranti non erano stati notati, forse perché c’era l’esigenza di far fatturare un minimo le categorie più colpite dal “lockdown”. Finita l’estate, ecco spuntare la colpevolizzazione di massa degli italiani.

La seconda ondata di contagi sarebbe colpa nostra per Giuseppe Conte e il suo menestrello Speranza. Non sia mai che qualcuno noti orde di pendolari ammassati in metropolitana, sugli autobus e in tram. Lì, il congiunto per decreto è diventato anche il collega di lavoro. Poi, appena scesi dal mezzo pubblico, si ridiventa estranei e si è soggetti a multe senza il rispetto delle distanze minime. Del resto, anche durante il “lockdown” marito e moglie stavano in casa notte e giorno, ma appena usciti per fare la spesa dovevano tenersi ad almeno un metro di distanza per non incorrere nelle sanzioni. Persino in macchina, uno guidava e l’altro doveva sedere dietro. Sono cronache di un Paese senza speranza, se non come ministro della Salute. Ahi noi!

Come il Fondo Monetario prepara i governi a imporre nuovi lockdown

[email protected] 

Argomenti: , , ,