Emergenza coronavirus: quali possibili conseguenze per l’economia mondiale

Possibili conseguenze del coronavirus guardando a tre grandi pandemie del passato.

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Possibili conseguenze del coronavirus guardando a tre grandi pandemie del passato.

Quali potrebbero essere gli effetti del coronavirus, se venisse dichiarata come pandemia, nell’economia mondiale? Attualmente non è ancora chiaro quali conseguenze potrebbero verificarsi in tal senso ma come riporta La Repubblica in un recente articolo, si possono fare delle ipotesi guardando alle passate pandemie del secolo scorso. 

Possibili conseguenze economiche

Oltre all’effetto diretto sul sistema sanitario, che comprende la spesa per i dispositivi medici e gli straordinari da pagare al personale sanitario, a preoccupare, da un punto di vista macroeconomico, ci sono altri aspetti. Prima di tutto le conseguenze della chiusura seppur temporanea di negozi, aziende, scuole, servizi pubblici per limitare i contagi, le offerte di lavoro ridotte a causa della malattia dei dipendenti o di coloro che sono obbligati a restare a casa per prendersi cura dei malati. E ancora il calo della domanda turistica, ma anche nel settore della ristorazione, cinema, teatri, eventi, trasporti e il crollo del commercio internazionale.

Modelli econometrici di equilibrio economico

Per misurare gli effetti, quindi, ci si basa su modelli econometrici di equilibrio economico generale, che a sua volta tiene in considerazione la percentuale di persone che si ammalano e la percentuale di vittime. Il confronto viene fatto con tre importanti pandemie del secolo scorso: l’influenza spagnola del 1918-19, l’influenza asiatica del 1957 e l’influenza di Hong Kong del 1968-69.

Prendendo come riferimento lo studio del 2006 McKibbin e Sidorenko, ad esempio, che ha analizzato tre scenari possibili, il meno grave è legato all’influenza di Hong Kong del 1968-69, in cui i decessi furono 1,4 milioni, mentre l’effetto negativo sul Pil mondiale di 0,7 punti percentuali. Il caso limite, invece, è legato all’influenza spagnola in cui vi furono 71 milioni di morti mentre il calo del Pil si aggirò intorno al 4,8%.

Nello studio però si nota che le conseguenze economiche si sono ridotte già nel secondo anno con una quasi risoluzione nel terzo anno. Si sottolinea, poi, che il peggior effetto ha riguardato i paesi con reddito medio-basso con conseguente aumento dell’inflazione. Un altro report della Commissione Europea del 2006 ha invece calcolato, sempre tenendo presente la durata di una pandemia per almeno 3 mesi, un effetto negativo sul Pil dell’1,6% nel primo anno e dello 0,5 per cento nel secondo e terzo anno. A subire i danni peggiori paesi come Spagna e Grecia che dipendono dal turismo. Nella sostanza tutto dipende dal tipo di pandemia. Nel caso di una severa come quella spagnola, gli effetti potrebbero essere molto più gravi rispetto agli scenari più miti dell’influenza asiatica del 1957 o quella di Hong Kong del 1968-69. In ogni caso le conseguenze negative andrebbero a risolversi nel giro di 1 o 2 anni.

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