Emergenza Coronavirus, ecco come l’Europa ha fregato l’Italia ancora una volta

Economia italiana a pezzi con il Coronavirus. E Francia e Germania hanno usato il solito trucco per scaricare ogni addebito su Roma, risparmiando alle loro economie il peggio.

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Economia italiana a pezzi con il Coronavirus. E Francia e Germania hanno usato il solito trucco per scaricare ogni addebito su Roma, risparmiando alle loro economie il peggio.

Trovato il paziente zero. E non stava in quarantena in qualche comune del lodigiano o libero di circolare e contagiare decine e decine di altre persone nel resto di Lombardia e Veneto. No, il paziente zero all’origine dell’epidemia europea di Coronavirus è un tedesco di 33 anni, manager di Berlino, che tra il 19 e il 21 gennaio scorso aveva partecipato a un meeting a Shanghai, insieme a una collega. Quando qualche giorno dopo, rientrato in Germania, risultò positivo al tampone, i test furono condotti su altri dipendenti dell’azienda per cui lavora e furono scoperti altri tre casi di contagio, tanto che l’azienda stessa venne chiusa.

Tutto questo è avvenuto nel silenzio delle istituzioni tedesche, che non si sono né premurate di adottare misure idonee per contenere il contagio, né di avvertire i partner europei su quanto accaduto. Semplice vista? Per niente. E’ stata una tattica deliberata. Berlino, così come le altre capitali europee, tra cui Parigi, sapevano che il virus cinese prima o poi sarebbe arrivato in Europa e in grande stile. Hanno aspettato, però, che i numeri iniziassero a salire vertiginosamente in un dato paese prima di uscire a loro volta allo scoperto.

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Italia unico untore d’Europa

Perché? Semplice, il primo che avrebbe registrato un’esplosione di epidemia sarebbe stato sacrificato sull’altare delle cronache mondiali come un “untore”. E guarda caso è spettato ancora una volta all’Italia recitare questa parte indesiderata del copione, con danni alla propria immagine incalcolabili sul piano dell’economia. Il governo Conte ha messo in quarantena alcuni comuni del lombardo-veneto, adottato misure drastiche per contenere il contagio, tra cui la sospensione di diverse partite del campionato di calcio, chiuso le scuole in tutta Italia e cancellato tutti gli eventi pubblici sul territorio nazionale, mentre le immagini dei supermercati svuotati e della Milano deserta facevano il giro del mondo, spingendo le opinioni pubbliche a far pressione sui governi, affinché ci chiudessero le frontiere e cancellassero i voli da e per l’Italia.

Stiamo pagando a carissimo prezzo l’essere stati i primi ad avere portato allo scoperto la dimensione reale del contagio e non importa se in Germania vi siano 500 contagiati da Coronavirus, quando da noi esplose il panico già a 50. Ormai, la frittata è fatta. Il resto del mondo associa l’epidemia all’Italia, non a chi sia arrivato ufficialmente dopo di noi. E questa astuzia Francia e Germania la utilizzarono già meno di un decennio fa, all’epoca della crisi dei debiti sovrani.

Pil Italia primo trimestre 2020 a -1%

Il precedente del 2011

Era il 2011 e i rendimenti sovrani esplodevano in tutto il Sud Europa per via della “scoperta” degli investitori che l’euro, pur essendo una moneta unica, non presupponeva anche una tutela sovranazionale per i debiti dei singoli stati. Lo capirono con il caso Grecia, quando Atene venne quasi lasciata fallire e il salvataggio in extremis arrivò solo dietro condizioni stringenti e gravose sul piano politico e sociale. Insomma, l’Eurozona non possedeva un’unica struttura fiscale. Anziché rassicurare i mercati, Angela Merkel e Nicolas Sarkozy pensarono bene di additare proprio l’Italia quale causa della crisi di fiducia. Come? Segnalando sommessamente che le loro banche fossero troppo esposte ai BTp e pretendendo dall’Eba, l’authority bancaria europea (guidata dall’italiano Andrea Enria), che imponesse agli istituti l’iscrizione dei bond al loro valore di mercato (“mark-to-market”) al 30 settembre 2011.

Fu un segnale devastante per i nostri titoli di stato, perché gli investitori ne dedussero che una qualche forma di ristrutturazione li avrebbe prima o poi coinvolti e che le banche italiane non fossero sicure.

I capitali defluirono massicciamente dall’Italia e all’allora premier Silvio Berlusconi non rimase che arrendersi allo spread stellare, rassegnando le dimissioni. Complotto? No, semplice tattica preventiva: ucciderne uno per salvare sé stessi. A tedeschi e francesi non interessava far cadere il governo Berlusconi, quanto di allontanare le attenzioni dei mercati dal collasso che le loro banche rischiavano, essendosi esposte troppo verso i bond della Grecia e nel resto d’Europa.

Questa tattica apparentemente funziona sempre, anche perché la vittima è la stessa e rimbambita. L’Italia ha peccato di ingenuità sul Coronavirus, non comprendendo che il conteggio di ora in ora del numero dei contagiati avrebbe semplicemente attirato l’allarme globale su di noi, consentendo ai nostri partner di guadagnare tempo, prima di dichiarare i propri numeri. Il paziente zero sarà anche tedesco, ma per tutto il mondo parla italiano e mangia la pizza. L’immagine di Francia e Germania resta impeccabile, il loro turismo subirà molti meno danni e chissà quante quarantene i due paesi si saranno risparmiati, grazie al minore tasso di panico interno. Siamo e restiamo fessi, continuando a invocare l’Unione Europea come un Sacro Graal, non rendendoci conto che sia etero-diretta dagli stessi soggetti che sfruttano ogni pretesto per affossarci. Non ci atteggiamo a Nazione, non facciamo sistema e non siamo uniti nemmeno dinnanzi a un nemico esterno. E l’economia soffre di anno in anno sempre più.

Il taglio dei tassi basterà a salvare l’economia mondiale dal Coronavirus

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