Elliott e le storie tese: ecco il futuro del Milan dopo il disastro cinese

Il Milan è ora nelle mani del fondo creditore Elliott, che potrà rivendere sin da subito il club rossonero o attendere alcuni mesi. Ma il cinese Yonghong Li non molla ancora.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il Milan è ora nelle mani del fondo creditore Elliott, che potrà rivendere sin da subito il club rossonero o attendere alcuni mesi. Ma il cinese Yonghong Li non molla ancora.

Regna il caos in casa Milan, dopo che il proprietario cinese Yonghong Li non è stato in grado di versare in tempo i 32 milioni dell’ultima tranche di aumento di capitale al fondo Elliott, che li aveva anticipati al club rossonero e che, sulla base del contratto stipulato oltre un anno fa, può escutere dalla mezzanotte tra venerdì e sabato scorsi le azioni in pegno nelle mani di Li, essendo decorsi i 10 giorni validi entro cui ottenere da questi il rimborso della somma. La richiesta di escussione dovrebbe arrivare formalmente oggi, ma il cinese non molla. Anzitutto, pur dopo i termini, ha pagato i 32 milioni al fondo; secondariamente, vorrebbe presentarsi dinnanzi al creditore con un acquirente disponibile a rilevare la società. Trattasi del proprietario del Monaco, il russo Dmitrij Rybolovlev, residente a Londra. Sino a poche settimane fa, si parlava, invece, di Alisher Usmanov. Con questa mossa, Li sarebbe in grado sin da subito di restituire a Elliott anche i 383 milioni per i prestiti (più interessi) ricevuti in occasione dell’acquisto del Milan.

Tuttavia, legalmente il fondo sarebbe nelle condizioni di ignorare l’offerta di Li, avendo le azioni in pegno ed esercitando la loro escussione. Esso avrebbe dinnanzi a sé diverse soluzioni: rivenderlo immediatamente a uno dei papabili acquirenti, tra cui l’italo-americano Rocco Commisso, proprietario dei New York Cosmos, o la famiglia Ricketts dei Chicago Clubs. Chiaramente, sceglierebbe questa strada, se le offerte di uno dei due risultassero superiori a quella che Li farà in queste ore. L’obiettivo del creditore è e resta la massimizzazione dell’asset societario. Per questo, potrebbe anche optare per non rivendere subito il Milan, gestendolo direttamente per tutta la prossima stagione e confidando in un aumento del valore della squadra. A tale proposito, già si parla di una rivoluzione nella dirigenza, con l’ingresso di Paolo Maldini e Demetrio Albertini, mentre Umberto Gandini verrebbe richiamato da Roma per andare a prendere il posto di Marco Fassone come amministratore delegato.

Quest’ultima posizione sarebbe in linea con le ambizioni di Commisso, che ha indicato proprio l’ex manager di Fininvest per la guida del club rossonero. Dunque, che Elliott si stia preparando a cedere la società al magnate italo-americano partito da Roccella Jonica a 14 anni in cerca di fortuna? Tutto questo, mentre si attende la sentenza del Tribunale sportivo di appello di Losanna, che potrebbe teoricamente annullare la sanzione inflitta dalla Camera giudicante della UEFA al Milan, ovvero l’esclusione dall’Europa League per almeno una delle due prossime stagioni. I margini per sperare nella clemenza dei giudici appaiono, tuttavia, quasi nulli. Il caos sull’assetto proprietario non aiuta e sarebbe stato proprio il motivo principale della mano pesante contro via Aldo Rossi per avere infranto le regole del “fair play” finanziario. Anche perché bisogna ancora chiarire un dato importante in tutta questa triste vicenda: Li uscirà di scena del tutto o rimarrà azionista di minoranza? Ed eventualmente con quale quota?

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Argomenti: Economia nel pallone

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