Elezioni USA: Trump è presidente, sconfitta la Clinton: il punto della situazione

Donald Trump è il 45-esimo presidente USA. I repubblicani hanno stravinto le elezioni americane, tornando alla Casa Bianca dopo 8 anni e conquistando il Congresso. Hillary Clinton starebbe per riconoscere la vittoria.

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Donald Trump è il 45-esimo presidente USA. I repubblicani hanno stravinto le elezioni americane, tornando alla Casa Bianca dopo 8 anni e conquistando il Congresso. Hillary Clinton starebbe per riconoscere la vittoria.

Non solo i pronostici della vigilia sono stati ribaltati, ma a dirla tutta, non vi è stata nemmeno una gara così testa a testa come pure si aspettava lo stesso Donald Trump, nonostante ribaltamenti di scenari e attimi di suspense hanno occupato la porzione iniziale della lunga notte delle elezioni USA. Quando sono le 7.35 di mercoledì 9 novembre, il candidato repubblicano ha conquistato 264 grandi elettori, la rivale democratica Hillary Clinto 215. Per entrare alla Casa Bianca occorrono 270 grandi elettori e secondo i calcoli del New York Times, il magnate dovrebbe alla fine ottenerne poco meno di 300, mentre l’ex First Lady si fermerebbe intorno o poco sotto la soglia di 240.

Ma non si può comprendere l’esito eclatante senza una breve carrellata su quanto accaduto a spoglio in corso. Era la mezzanotte, ore italiane, quando dal quartier generale della Clinton si respirava un’aria di inizio dei festeggiamenti, essendo stata fiutata una vittoria mai così alla portata. Partono gli exit polls e Trump è in vantaggio in piccoli stati come Georgia, New Hampshire e North Carolina. La Clinton ottiene subito il Vermont, roccaforte democratica.

Vittoria in Florida e Ohio, ma non solo

Tuttavia, i dati più attesi sono altri: Florida e Ohio, in primis. Qui, fino a circa le 2.30 in Italia, c’è un appassionante testa a testa tra i due candidati, con ribaltamenti continui di campo. Ma intorno alle 3.00, il risultato appare chiaro: Trump ha vinto nei due principali “swing states”, dove era essenziale non perdere per almeno sperare di restare competitivo.

Ma il repubblicano non si ferma qui e conquista importanti vittorie in stati come il Michigan, il Wisconsin, la Pennsylvania, Iowa, mentre alla fine perde in Virginia, dove era stato in testa per parte della nottata.

Il responso delle urne è chiaro e viene sintetizzato dal grafico del NYT: l’uomo ha da alcune ore il 95% di probabilità di vittoria, mentre le speranze della Clinton di farcela sono quasi zero.

Democratici battuti anche al Congresso

E la disfatta dei democratici non si ferma qui, perché i repubblicani mantengono la maggioranza alla Camera e conquistano anche quella al Senato, sostanzialmente regalando a Trump una vittoria schiacciante, grazie al controllo anche dei due rami del Congresso. Ieri, infatti, si rinnovavano anche l’intera Camera e un terzo del Senato e i risultati disponibili ci dicono che nella prima i repubblicani hanno ora almeno 232 deputati contro i 169 dei democratici, ovvero già la maggioranza assoluta, mentre nel secondo sono in vantaggio 49 a 47.

 

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