Elezioni USA: sondaggi positivi per Trump e sulla Clinton voci di cattiva salute

Sondaggi USA: testa a testa tra Donald Trump e Hillary Clinton, in vista delle elezioni di novembre. E alcuni video creano dubbi sullo stato di salute della candidata democratica.

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Sondaggi USA: testa a testa tra Donald Trump e Hillary Clinton, in vista delle elezioni di novembre. E alcuni video creano dubbi sullo stato di salute della candidata democratica.

Agosto è stato un mese funesto per il candidato repubblicano Donald Trump, che è arrivato a stare nei sondaggi fino a 8 punti indietro rispetto alla sfidante democratica Hillary Clinton, in vista delle elezioni presidenziali di novembre negli USA. Ma come diversi analisti si attendevano, passato l’effetto della Convention dei Democrats e arrivati al Labour’s Day, i punteggi passati si sono azzerati e adesso il primo sarebbe tornato lievemente in testa nelle rilevazioni, anche se non per tutte. Nel dubbio, ci limitiamo ad affermare che tra i due candidati è testa a testa nella corsa alla Casa Bianca, ma certamente il vento ultra-favorevole delle scorse settimane ha smesso di soffiare per la ex First Lady.

Stando alla Cnn, Trump avrebbe il 45% dei consensi su base nazionale, la Clinton il 43%. Cosa ancora più importante, il 92% dei democratici sosterrebbe la Clinton, ma anche il 90% dei repubblicani ritiene di votare per Trump. In sostanza, non vi sarebbe più quel gap iniziale di sfiducia della propria base elettorale ai danni del repubblicano. Anzi, dato molto interessante: il 49% degli indipendenti voterebbe oggi Trump, mentre solo il 29% farebbe lo stesso per la Clinton.

Sondaggi elezioni USA: testa a testa tra Trump e Clinton

Si sgonfierebbero i consensi per il candidato della destra libertaria Gary Johnson, fermo al 7%, quando nelle scorse settimane s’ipotizzava un avvicinamento alla soglia del 15%, quella minima prevista dal Comitato Elettorale Nazionale per inserire un candidato nei dibattiti televisivi per le presidenziali, cosa che avrebbe certamente svantaggiato Trump, che si sarebbe ritrovato uno sfidante nel suo stesso campo.

La stessa borsa americana appare scontare un risultato incerto, come segnala lo S&P 500 sostanzialmente stabile nelle ultime 5-6 settimane.

Ma cosa starebbe spingendo le quotazioni di Trump, le cui probabilità di vittoria adesso sarebbero del tutto pari a quelle della democratica?

 

 

 

Effetto Reagan per Trump?

Potremmo ipotizzare un cosiddetto “effetto Reagan”. Nel 1980, la campagna elettorale fu molto divisiva, ma per quanto il candidato repubblicano di allora, Ronald Reagan, si presentò con un programma molto di destra, specie in politica economica, riuscì ad attirare numerosi consensi tra gli elettori democratici a basso reddito, grazie alla sua capacità di parlare a tutti gli americani e di mostrarsi interessato anche a quelle fasce della società tipicamente lontane dal mondo repubblicano.

Trump non gode dei favori delle minoranze afro-americane e dei latinos, ma al contempo il suo messaggio di difesa degli interessi economici nazionali penetrerebbe molto tra le fasce più in difficoltà della popolazione americana. E c’è un dato molto interessante, che sta emergendo nei sondaggi: il repubblicano tende a mostrarsi più forte nelle risposte inviate ai sondaggi realizzati per via telematica, rispetto a quelli condotti con interviste “umane”. Perché? Semplice: molti americani si imbarazzerebbero ad ammettere di preferire Trump, quando vengono intervistati per via telefonica o con altri metodi di rilevazione personale, mentre si sentirebbero più rilassati e sarebbero più sinceri nelle risposte elettroniche.

Caso su salute Clinton

C’è un fattore di potenziale debolezza della candidata democratica da qui all’8 novembre. Finora, l’attenzione mediatica sulla sua persona si è concentrata sull’emailgate – capitolo non chiuso – così come anche sui finanziamenti ricevuti dalla sua fondazione da parte di governi stranieri, anche quando era già Segretario di Stato. Adesso, si aggiunge anche un caso: la tosse.

In diversi comizi e in un’intervista concessa dalla Clinton in aereo, la candidata è stata colta da attacchi di tosse, essendo in qualche occasione costretta a interrompere il discorso. Semplice allergia, come spiega la diretta interessata? Non tutti la penserebbero così, tanto che qualche medico ipotizza che la donna possa essere affetta dal morbo di Parkinson, come dimostrerebbero anche la sua andatura incerta e il caso dell’iniezione tenuta in mano dalla sua guardia del corpo e ripresa da un’immagine, che ha fatto il giro del web.

Che la ex First Lady abbia un qualche problema serio di salute?

Ecco un video su un attacco di tosse di Hillary Clinton, nel corso di un comizio a Cleveland:

 

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