Elezioni USA 2016: Trump candidato repubblicano, ma nessuno lo appoggia

Donald Trump sarà sicuramente il candidato repubblicano alla Casa Bianca, ma l'establishment non lo appoggia.

di , pubblicato il
Donald Trump sarà sicuramente il candidato repubblicano alla Casa Bianca, ma l'establishment non lo appoggia.

Dobbiamo ammetterlo, ci siamo sbagliati quando nell’autunno scorso preventivavamo la vittoria di Marco Rubio prima e di Ted Cruz poi alle primarie repubblicane USA 2016. Un’ammissione di colpa che probabilmente non faranno altri media, identici nella nostra posizione. E’ stato un errore in buona fede, dopotutto, quando tutto un establishment si scaglia contro un candidato, pensi che quel candidato non ce la farà mai a sopportare le pressioni e che gli altri, in un modo o nell’altro, la spunteranno. E invece non è andata affatto così: certamente Donald Trump non è il poverello che esce dal nulla, né il Ranieri della politica, però avere tutti contro e spuntarla definitivamente dopo gli ultimi ritiri di Ted Cruz e John Kasich non è da tutti. Donald Trump sarà il candidato repubblicano alla Casa Bianca, certamente, però l’appoggio dall’establishment del Grand Old Party continua a non arrivare.   [tweet_box design=”box_09″ float=”none”]#DonaldTrump contro tutti o tutti contro Donald Trump? #USA2016[/tweet_box]   L’ultima notizia riguarda la convention di luglio, nella quale i vertici repubblicani rischiano di non essere affatto presenti, effettuando dunque un boicottaggio di massa che rischia di lasciare completamente solo Trump nel giorno in cui, con ogni probabilità, sarà ufficializzato definitivamente come il candidato repubblicano alla Casa Bianca, nella corsa contro Hillary Clinton alle elezioni presidenziali di novembre. Non ci sarà il rivale Jeb Bush, tramontato quasi subito in queste primarie sorprendenti, né John McCain, il candidato che perse contro Barack Obama I, e neppure il moderato Mitt Romney, uno che di gaffe se ne intende, visto che gli hanno portato via la possibilità di vincere contro Barack Obama II.   Non ci saranno neppure gli altri Bush, quelli che Presidenti lo sono stati, ovvero George e George W. Non daranno il loro endorsement al tycoon newyorchese. E non è una voce di corridoio, ma un annuncio ufficiale. Invece di rinchiudersi in un silenzio eloquente, hanno deciso di esprimere ufficialmente il proprio parere, spianando così la strada a Hillary Clinton. Non si tratta semplicemente di una ripicca nei confronti di Trump, reo di aver più volte insultato Jeb e le politiche precedenti della sua dinastia, bensì di un vero e proprio anti-endorsement dichiarato, che segue il pensiero dei vertici repubblicani e che al contempo apre una crisi in un partito mai così spaccato e che forse non ha mai vissuto nella sua storia un momento così buio.   Dopotutto, Donald Trump repubblicano vero non lo è mai stato e in passato ha finanziato anche i coniugi Clinton, si è professato democratico e ha seguito solo il suo spirito di opportunismo nello scegliere sotto quale bandiera far sventolare il proprio sorriso a 40 denti. Nella stessa campagna per le primarie, Trump non ha mai risparmiato attacchi ai suoi rivali e all’establishment del suo stesso partito, arrivando perfino a dichiarare che, qualora non avesse vinto le primarie, si sarebbe candidato da indipendente. L’unico uomo repubblicano che ha sempre detto di rispettare è Ronald Reagan, mentre tutti quelli che sono venuti dopo di lui non hanno mai saputo gestire l’America come invece farebbe lo stesso Trump, e come avrebbe fatto lo stesso Reagan. Attacchi che ovviamente i vertici repubblicani non possono dimenticare e non hanno mai digerito: da qui le motivazioni di un boicottaggio che avrebbe dell’incredibile.   Trump è ancora un pericolo? Secondo molti sì, come ad esempio John McCain, senatore dell’Arizona, che ha denunciato come la campagna politica di Trump ha irritato profondamente la comunità ispanica, affermando di non averla mai vista così tanto arrabbiata contro un candidato repubblicano negli ultimi 30 anni della sua carriera politica. Dal canto suo, Trump già pensa al futuro: afferma di volere un vice che sia politico al 100% e che c’è solo un ristretto 40% di possibilità che questi sia uno di quelli che abbia corso con lui alle primarie.

Ignora le denunce repubblicane e democratiche che lo dipingono come un potenziale presidente fuori controllo, per non dire un folle completo.   Intanto, la sua campagna contro la Clinton è già cominciata, e i pronostici sono tutti a suo sfavore.
Esattamente come all’inizio di queste primarie.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: ,
>