Elezioni USA 2016: quante possibilità hanno Cruz e Sanders?

Quante speranze hanno Ted Cruz e Bernie Sanders di vincere le primarie e diventare i candidati alla Casa Bianca nelle prossime elezioni USA 2016?

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Quante speranze hanno Ted Cruz e Bernie Sanders di vincere le primarie e diventare i candidati alla Casa Bianca nelle prossime elezioni USA 2016?

Le elezioni USA 2016 non hanno ancora due candidati certi, ma allo stesso tempo sono molto probabili: vogliamo intendere con questa affermazione che gli ultimi risultati elettorali hanno premiato di gran lunga Bernie Sanders e Ted Cruz, i diretti concorrenti di Hillary Clinton e Donald Trump, ma allo stesso tempo questi ultimi due sono ancora in forte vantaggio, con la Clinton più favorita rispetto a Sanders, se si raffronta il vantaggio di Trump su Cruz, anche a causa del meccanismo di designazione dei delegati conteggiati rispettivamente dai democratici e dai repubblicani. Tuttavia, gli ultimi risultati di Sanders – con un numero importante di vittorie conseguite – aumentano le speranze del candidato “socialista” di avvicinare la Clinton e magari batterla sul fil di lana verso la fine di questa prima tornata elettorale di primarie.   [tweet_box design=”box_09″ float=”none”]Bernie Sanders e Ted Cruz hanno ancora qualche speranza #elezioniUSA2016[/tweet_box]   Queste considerazioni seguono la vittoria di Bernie Sanders e di Ted Cruz alle primarie del Wisconsin, con il candidato democratico che ha conseguito un netto 56,4% contro il 43,3% dei consensi ottenuto da Hillary Clinton. Sulla sponda repubblicana, invece, Cruz ha ottenuto il 48,4% delle preferenze, battendo nettamente Donald Trump che ha riscosso il 35% dei consensi e John Kasich, il terzo contendente, che ha invece ottenuto il 14%. Tutto come previsto dai sondaggi, insomma, ma l’impressione è che a oggi 7 aprile 2016 non c’è ancora un candidato sicuro alla Casa Bianca né da una parte, né dall’altra. Ci sono dei vantaggi, anche molto importanti, che fanno pendere l’ago della bilancia verso Clinton e Trump, soprattutto se si raffrontano le performance della sfida tra Obama e Clinton 4 anni fa, ma la verità è che Sanders e Cruz hanno ancora qualche speranza di spuntarla.

 

Sulla sponda democratica Sanders ha ancora 250 delegati in meno rispetto alla Clinton e questo è uno svantaggio importante, tuttavia è anche vero che nelle ultime 7 tornate di primarie Dem, Sanders è riuscito a conquistare sei Stati su sette; il suo grande problema, invero, sta nel non aver spinto l’acceleratore sulle masse degli afroamericani. L’elettore tipo di Sanders è maschio, bianco, ha tra i 18 e i 44 anni: il socialista fa breccia sui più giovani, puntando sui suoi cavalli di battaglia, che raccolgono lo scontento dell’elettorato americano e si discostano dalla Clinton, ritenuta più “pericolosa” per quanto riguarda la politica estera, ma soprattutto più vicina alle lobby.

Sulla sponda repubblicana, Ted Cruz ha avuto vita facile anche a causa di una campagna disastrosa da parte di Donald Trump, che ne ha denunciato ulteriormente – qualora ce ne fosse ancora il bisogno – la confusione di idee e politica che investe il tycoon newyorchese, soprattutto su temi caldi come l’aborto, sul quale ha recentemente dichiarato di volerlo considerare illegale e di punire le donne che lo praticano, per poi fare una sorta di dietrofront, una volta compreso l’impatto non felice delle sue dichiarazioni. Le primarie in Wisconsin hanno comunque confermato il profilo tipo dell’elettorato di Cruz: istruito, benestante, molto religioso (ma fa breccia anche tra chi non si definisce religioso).

Le primarie USA 2016 sono ancora aperte e, nonostante lo svantaggio, Bernie Sanders da una parte e Ted Cruz dall’altra hanno ancora diverse chance. Sanders può sperare nel recente filotto di vittorie, che possa rappresentare un importante trampolino di lancio; Cruz, invece, nell’essere l’anti-Trump. E questo è già un margine su cui si può sperare – e molto – di superare l’avversario.

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