Elezioni USA 2016: Obama appoggia Biden e Trump spara contro i clandestini, ma cosa dicono i sondaggi?

Biden si candida e riceve l'endorsement di Obama, Donald Trump dichiara guerra ai clandestini e Hillary Clinton perde popolarità nei sondaggi: ecco le ultimissime dalle presidenziali USA 2016.

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Biden si candida e riceve l'endorsement di Obama, Donald Trump dichiara guerra ai clandestini e Hillary Clinton perde popolarità nei sondaggi: ecco le ultimissime dalle presidenziali USA 2016.

Il vasto racconto delle elezioni USA 2016 non conosce pause, neppure in estate: in verità non sono troppi gli scossoni dati dai candidati alle primarie democratiche e repubblicane. Tra le ultime novità importanti spetta però segnalare l’endorsement di Obama nei confronti del suo vice Joe Biden, un calo di preferenze nei sondaggi per Hillary Clinton e l’ultima sparata di Donald Trump contro i clandestini, di certo non una novità nel suo programma elettorale. E gli ultimi sondaggi sembrano dargli ragione e credibilità.  

Joe Biden: Yes, you can!

A sostenere l’endorsement dell’attuale presidente USA Barack Obama nei confronti del suo vice Joe Biden, fonti attendibili della Cnn, che avrebbero anche riportato di un incontro tra lo stesso Biden e due tra i consiglieri più fidati di Obama, vale a dire Bob Baur e Anita Dunn, segno emblematico che forse Biden vorrebbe riproporre alla Casa Bianca parte dello stesso staff di cui è stato collega e responsabile negli ultimi anni. A ciò si deve aggiungere l’incontro avuto con la senatrice liberal-democratica Elizabeth Warren, sempre molto severa nei confronti di Wall Street e adorata dai democratici.   Un suo sostegno di certo non farebbe molto piacere a Hillary Clinton, già impegnata a combattere contro lo sconcerto causato dall’Emailgate, ovvero l’utilizzo di un server di posta privato per le e-mail inviate e ricevute usato tra il 2009 e il 2013. Certamente Biden rappresenta il legame più diretto – molto più della Clinton – con il governo Obama: quello stesso Obama che ha una notevole stima per il suo vice. Ecco, questo è il vero punto di forza di Biden: rappresentare, per certi versi, la terza impossibile candidatura dell’attuale Presidente USA.

Chissà che l’elettorato americano non prediliga anche questa scelta.  

Donald Trump contro i clandestini

Il tema immigrazione non è caldo solo in Europa: anche negli Stati Uniti, com’era prevedibile, ha il suo pese nella propaganda politica (ovviamente) repubblicana e nello specifico (altrettanto ovviamente) di Donald Trump. Per ora è in testa ai sondaggi tra i repubblicani, e anche se il suo modo di fare non lo rende molto simpatico, gli conferisce di sicuro un maggiore appeal e impatto su un elettorato indeciso davanti a una schiera di candidati poco carismatica. Ecco, il carisma, quello non manca a Trump, così come non gli manca un accurato programma politico, volto a favore degli americani e alla cacciata definitiva degli immigrati clandestini.   Nei suoi piani, lo saprete bene, c’è la costruzione di un muro tra il Messico e gli Stati Uniti: sì, avete letto bene, un Muro, che impedisca ai messicani di valicare la frontiera e arrivare negli USA indisturbati. Trump non li vuole, anzi, se sarà eletto Presidente, cancellerà tutti i decreti Obama sull’immigrazione, toglierà il diritto alla cittadinanza americana se si nasce in territorio americano, e rispedirà gli 11 mila clandestini da dove sono venuti. Ma non sono solo i clandestini il problema, è anche  l’essere stranieri: molti sono infatti i laureati non americani che vanno negli USA nella speranza di trovare un lavoro – e un salario – migliore: tra gli obiettivi di Trump c’è anche quello di imporre un aumento del salario per i laureati stranieri allo scopo di favorire la manodopera e i cervelli americani.  

Ma cosa dicono gli  ultimi sondaggi?

Trump non sembra essere per niente un fuoco di paglia, almeno stando agli ultimi sondaggi, come quello della Cnn, che dà il favorito repubblicano sempre più vicino a Hillary Clinton. Manca ancora più di un anno alle presidenziali USA 2016 e da oggi a un anno chissà quante cose possono ancora accadere, eppure a oggi la distanza tra il repubblicano e la democratica è di soli 6 punti percentuali.

51% per Hillary, 45% per Donald. Non male pensando che a luglio la distanza tra i due era uguale a un tondo 16%. A influire su questo avvicinamento di sicuro l’Emailgate – ma la Clinton avrà tempo per difendersi – e poi il carisma di Trump, che è riuscito a conquistare con i suoi comizi – pubblici e non – la maggior parte dell’elettorato indipendente vicino all’ala repubblicana.

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