Londra decide una seconda volta sulla Brexit: Theresa May verso un’ampia vittoria in stile Thatcher?

Elezioni politiche nel Regno Unito oggi. I conservatori di Theresa May dovrebbero vincere, anche se i sondaggi non appaiono più molto nitidi come poche settimane fa. Il prossimo premier gestirà la Brexit.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Elezioni politiche nel Regno Unito oggi. I conservatori di Theresa May dovrebbero vincere, anche se i sondaggi non appaiono più molto nitidi come poche settimane fa. Il prossimo premier gestirà la Brexit.

Si sono aperti stamattina alle ore 7.00, quando in Italia erano le 8.00, i seggi nel Regno Unito, che chiuderanno alle ore 22.00 locali (23.00 in Italia). Saranno rinnovati i 650 seggi della Camera dei Comuni, in seguito alla richiesta del voto anticipato da parte del governo conservatore di Theresa May. Chi vince gestirà i negoziati sulla Brexit, il divorzio tra Londra e resto della UE. E’ questa la ragione per cui il premier ha voluto a sorpresa il ricorso alle urne, godendo nei sondaggi di un vantaggio enorme sui laburisti di Jeremy Corbyn, anche se nelle ultime settimane si sarebbe di molto affievolito, tanto che diversi analisti parlano di corsa non scontata.

Il vantaggio dei Tories sui Labour, tuttavia, vi sarebbe ancora, anche se l’estrema eterogeneità nei risultati delle rilevazioni effettuate nel Regno Unito non ci consentirebbe di fornire numeri attendibili. Stamattina, il quotidiano The Independent parla di 10 punti di distacco in favore della destra, con la prospettiva che l’attuale maggioranza al Parlamento di Westminster si rafforzi di una sessantina di seggi, portandosi a +74. (Leggi anche: Elezioni anticipate rischiano di tritare i laburisti UK)

Laburisti in apparente rimonta

Se così fosse, si tratterebbe della più ampia vittoria del Partito Conservatore dai tempi di Margaret Thatcher. E anche stavolta a tirare sarebbe più il premier che non il partito in sé. Che anche la May sia una donna (la seconda nella storia britannica dopo la Signora Thatcher, appunto), pare che sia un destino per i Tories essere guidati da figure femminili di spicco e in tempi difficili.

La rimonta dei laburisti sarebbe avvenuta sulla cosiddetta “dementia tax”, la proposta dei conservatori di fare pagare la sanità agli anziani più benestanti. L’elettorato anziano è tradizionalmente conservatore, ma la misura annunciata dalla May potrebbe avere scalfito il suo vantaggio titanico in questa fascia di età. (Leggi anche: Brexit, ecco perché governo May spiazza tutti)

La reazione della sterlina ai vari scenari

I mercati restano in attesa di conoscere i risultati di questa sera e l’eventuale vantaggio in termini di seggi dei conservatori. La sterlina si rafforzerebbe sopra quota 1,30 contro il dollaro per il caso di vittoria ampia dei Tories, stando a oltre una decina di banche intervistate da Bloomberg. Se il vantaggio fosse esiguo, invece, nell’ordine di quello attuale, il cambio si attesterebbe intorno a 1,30, scivolando a poco meno di 1,25 nel caso di vittoria dei laburisti e a 1,2350 con un Parlamento senza alcuna chiara maggioranza.

In realtà, questa è la reazione media attesa per l’immediato, ma non è detto che nel medio termine le cose vadano esattamente in questa direzione. Ad esempio, una sconfitta a sorpresa dei conservatori potrebbe deprimere la sterlina all’impatto, ma nelle settimane e nei mesi la rianimerebbe, in previsione di una “soft” Brexit, visto che i laburisti segnalano di non volere intavolare un negoziato duro con i commissari europei per uscire dalla UE. (Leggi anche: Terrorismo, elezioni e Brexit: mercati nervosi)

L’incognita scozzese

La campagna dei Tories si è concentrata nelle aree elettoralmente più di sinistra, ma che al referendum sulla Brexit di un anno fa hanno visto vincere i “Leave”. Stando alle dichiarazioni rese in anonimato da alcuni dirigenti del Labour, questa strategia potrebbe costare loro una trentina di seggi, ma qualcuno azzarda cifre più elevate, fino a oltre una settantina. Vedremo stasera chi e in quale misura avrà ragione.

Da guardare anche i risultati in Scozia, dove i laburisti dovrebbero scendere al terzo posto, scavalcati dai conservatori dopo diversi decenni. Quanto agli altri partiti, i nazionalisti scozzesi dell’SNP dovrebbero confermare una vittoria molto larga in Scozia, cosa che non dissuaderebbe il First Minister, Nicola Sturgeon, dal chiedere un secondo referendum sull’indipendenza, mentre i liberaldemocratici e l’Ukip dovrebbero arretrare sia in termini di consensi che di seggi. Dalle 23.00 di questa sera, infine, scopriremo se lo shock dei due terribili attentati terroristici di matrce jihadista abbiano mutato gli equilibri tra i partiti e in quale verso. (Leggi anche: L’indipendenza della Scozia sarebbe una pessima risposta alla Brexit)

 

 

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Argomenti: Brexit, Economie Europa, Politica Europa

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