Elezioni regionali, ecco di cosa ha veramente paura Renzi

Il PD di Matteo Renzi potrebbe vincere in tutte le regioni chiamate al voto tra un mese, ma c'è un dato che spaventa il governo.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il PD di Matteo Renzi potrebbe vincere in tutte le regioni chiamate al voto tra un mese, ma c'è un dato che spaventa il governo.

La partita delle elezioni regionali sta iniziando ad entrare nel vivo. Tra poche settimane, il centro-destra potrebbe ritrovarsi a governare solamente la Lombardia, perché c’è l’altissima probabilità che riesca a perdere in tutte le 7 sfide del 31 maggio. Qualche barlume di speranza si ha ancora in Veneto, dove Luca Zaia sarebbe per i sondaggi avanti di qualche punto percentuale sulla sfidante del PD, così come inaspettatamente in Liguria, in cui ci sarebbe un testa a testa tra Raffaella Paita e Giovanni Toti. Stesso scenario in Campania, dove l’uscente Stefano Caldoro inseguirebbe a brevissima distanza Vincenzo De Luca. Per il resto, solo un miracolo potrebbe dare una mano agli avversari di Matteo Renzi, che quasi certamente di godrà la seconda grande vittoria dal suo arrivo a Palazzo Chigi, dopo la valanga di consensi ottenuta alle elezioni europee di un anno fa.   APPROFONDISCI – Caos Regionali, per i sondaggi c’è una sorpresa in Liguria e Renzi teme la minoranza PD  

Rischio astensionismo record a sinistra

Tuttavia, le cose non starebbero messe granché bene nemmeno per il governo, che in ogni caso saprà di vincere più per l’inconsistenza delle coalizioni avversarie che per un reale consenso nel paese. C’è, in particolare, un sondaggio che metterebbe in allarme il PD e, in particolare, proprio Renzi: l’astensionismo. Da varie rilevazioni si evincerebbe che nel Centro-Nord del paese e, in particolare, nelle cosiddette regioni “rosse”, intorno ai 2 terzi degli elettori non andrebbero a votare. Se finora l’astensionismo aveva colpito di più le regioni meridionali e storicamente sembra un fenomeno riguardante maggiormente il centro-destra, adesso sembra che sia proprio l’elettorato di sinistra a mostrare più insofferenza, evidentemente non sentendosi adeguatamente rappresentato.   APPROFONDISCI – La grande sfida: Prodi boccia Renzi e in Liguria è rivolta contro la Paita. Italicum in bilico  

Minoranza PD e Renzi ai ferri corti?

Un anno fa, ricordiamoci che la regione Emilia-Romagna registrò urne deserte, posizionandosi di gran lunga sotto la media nazionale per partecipazione al voto. E fu allora il primo segnale della disaffezione verso il PD di Renzi dell’elettorato più storicamente legato alla sinistra. Fare anche l’en plein, ma con 2 elettori su 3 rimasti a casa sarebbe una vittoria di Pirro per il governo, ma soprattutto alimenterebbe le tensioni all’interno del PD, perché la minoranza che fa capo a Pippo Civati, a Pierluigi Bersani, a Massimo D’Alema avrebbero la conferma delle loro ragioni e del crescente malcontento del proprio elettorato verso  il governo. Dunque, più alto l’astensionismo, meno solida apparirà la vittoria del PD e di Matteo Renzi. A tale proposito sarà interessante verificare le percentuali in regioni come la Liguria, dove le critiche alla candidatura della Paita dentro allo stesso PD sono elevate.   APPROFONDISCI – Italicum, ecco perché Renzi ha cacciato la minoranza del PD dalla commissione  

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Argomenti: Politica