Macron o Le Pen? La vera posta in gioco globale: ecco il confronto tra i programmi elettorali

Al ballottaggio per le elezioni presidenziali in Francia arrivano Macron e Le Pen: ecco i loro programmi a confronto. L'Italia è molto vicina.

di Carlo Pallavicini, pubblicato il
Al ballottaggio per le elezioni presidenziali in Francia arrivano Macron e Le Pen: ecco i loro programmi a confronto. L'Italia è molto vicina.

Elezioni Francia, sarà questo il ritornello nelle prossime due settimane: Macron o Le Pen? Qual è la vera posta in gioco e quali sono i programmi dei due candidati. Gli effetti per l’Europa e per l’Italia. 

I risultati del primo turno delle elezioni presidenziali in Francia parla di un testa a testa tra il candidato ‘centrista’, al di là di destra e sinistra, come si autodefinisce, Emmanuel Macron, e la leader del Front National, alla quale, ultimamente, Salvini sembra ispirarsi, Marine Le Pen. Si tratta di un verdetto choc per la Francia che, per la prima volta, non vede arrivare al ballottaggio né il candidato del Partito Socialista né quello gollista. Questa terremoto politico francese non può che avere ripercussioni anche in Italia ed è per questo che occorre analizzare i programmi dei due candidati. Si tratta, davvero, di una posta in gioco immensa: senza la Francia, paese fondamentale per gli equilibri del continente, l’intera Unione Europea rischierebbe grosso e così anche il blocco occidentale mai così in crisi come in questo periodo, per l’attacco delle tigri orientali e per un mondo islamico in subbuglio. L’Europa, questo è quello che si ritiene, non permetterebbe mai la vittoria della Le Pen ed è interessante notare come tutte le forze politiche si siano già accordate: liberismi di sinistra e di destra concordano mai come in questo caso. Ecco, allora, il confronto tra i programmi elettorali: voi per chi votereste?   

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Elezioni Francia: il programma di Emmanuel Macron

Emmanuel Macron è l’outsider che, in poco più di un anno, ha messo in piedi un movimento ‘En Marche!’ e lo ha portato alla vittoria. Si tratta di un classico figlio dell’élite alto-borghese francese; la sua carriera, infatti, è stata fulminante. All’età di 39 anni, il suo curriculum lo vede ispettore delle finanze, banchiere d’affari per Rothschild, segretario generale aggiunto all’Eliseo e consigliere economico di Hollande. La sua linea politica è chiara, riformista, liberista, europeista:

  • Piano d’investimenti da 50 miliardi (formazione e l’aumento delle competenze, la transizione energetica e la modernizzazione dello Stato)
  • Calo pressione fiscale sulle imprese, dal 33,3% al 25%
  • Creazione di un fondo da 10 miliardi per finanziare l’innovazione nell’industria
  • Trasformazione del Cice (il credito d’imposta da 20 miliardi per le aziende) in esonero contributivo sulle retribuzioni più basse
  • Riduzione di 60 miliardi della spesa pubblica, dall’attuale 57% del Pil al 52%
  • Taglio di 120mila dipendenti pubblici
  • Prelievo unico sui redditi da capitale del 30%
  • Dieci miliardi di alleggerimento fiscale sulla casa
  • “Buy european act” perché le commesse pubbliche siano riservate a imprese che hanno in Europa almeno la metà della loro attività
  • Realizzare un’Europa della difesa
  • Mercato unico europeo dell’energia e dell’economia digitale
  • Trasferire a livello di azienda le decisioni sulla durata dell’orario di lavoro (mantenendo quella legale a 35 ore)
  • Sospendere indennità di disoccupazione a chi rifiuta più di due offerte di lavoro
  • Aumentare il budget difesa dall’1,7% al 2%
  • Aprire gli uffici pubblici la sera e il sabato
  • Creare un servizio militare obbligatorio universale di un mese
  • Varare una riforma delle pensioni che preveda una sola cassa e regole uguali per tutti, con l’abolizione dei regimi speciali
  • Realizzare una legge di moralizzazione della vita pubblica che preveda per i parlamentari il divieto di retribuire dei familiari e di avere attività di consulenza

Elezioni Francia: il programma di Marine Le Pen

Marine Le Pen rappresenta colei che ha reso presentabile al grande pubblico il partito neofascista Front National. La sua ascesa è stata davvero importante: senza perdere di vista i cavalli di battaglia classici della lotta all’immigrazione e della sicurezza, ha dato al movimento una maggiore vocazione ‘sociale’. I successi elettorali degli ultimi tempi sono importanti: sia alle legislative che alle comunali che alle europee (a queste ultime, è stato il primo partito con il 25%). Anche la sua linea politica è chiara, sovranista e anti-europeista:

  • Negoziazione con l’Unione europea per il recupero della piena sovranità monetaria (abbandono dell’euro), territoriale (sospensione accordo Schengen), legislativa ed economica
  • In caso di insuccesso, entro sei mesi referendum per l’uscita dalla Ue
    Superamento indipendenza banca centrale
  • Adozione del proporzionale in tutte le elezioni (con premio di maggioranza alla Camera)
  • Abolizione Regioni
  • Portare dall’1,7% al 3% del Pil la spesa della Difesa
  • Assunzione di 15mila poliziotti
  • Creazione di 40mila posti in più nelle carceri
  • Tetto a quota 10mila per l’ingresso di nuovi immigrati
  • Abolizione dello “ius soli”
  • Stop al ricongiungimento familiare per i migranti
  • Tassa sull’assunzione di lavoratori stranieri
  • Tassa addizionale del 3% su ogni prodotto importato
  • Pensione piena a 60 anni (con 40 anni di anzianità contributiva)
  • Abolizione riforma del lavoro
  • Obbligo divisa a scuola
  • Uscita dal comando integrato della Nato
  • Cinquantamila militari supplementari
  • Servizio militare universale di tre mesi
  • Rifiuto di tutti i trattati di libero scambio

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Argomenti: Francia, Politica, Politica Europa

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