Elezioni in Grecia, ecco gli scenari più probabili dopo il voto

Ecco gli scenari più probabili dopo le elezioni in Grecia di questa domenica. Testa a testa nei sondaggi tra Syriza e conservatori.

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Ecco gli scenari più probabili dopo le elezioni in Grecia di questa domenica. Testa a testa nei sondaggi tra Syriza e conservatori.

La Grecia torna alle elezioni, domenica prossima, a distanza di nemmeno 8 mesi da quelle celebrate il 25 gennaio scorso, quando Syriza  trionfò, sfiorando la maggioranza assoluta dei seggi. A differenza di allora, stavolta non esiste un partito dato per vincitore dl voto, né sembra chiaro cosa potrebbe accadere dal prossimo lunedì sul piano politico. I sondaggi danno la formazione del premier Alexis Tsipras e i conservatori di Nuova Democrazia appaiati intorno al 27-28% dei consensi. Nessuno otterrebbe i 151 seggi necessari per governare da soli, anche considerando che chi arriva primo avrà in dote 50 seggi come premio di maggioranza. Vediamo quali potrebbero essere i 4 scenari più realistici. 1) Scenario migliore per i mercati: vince Nuova Democrazia, ma senza ottenere la maggioranza assoluta dei seggi. Il leader Evangelos Meimarakis decide di formare un  governo con le altre formazioni più moderate, presenti in Parlamento, ossia i socialisti del Pasok e i centristi di To Potami. Insieme, formerebbero un esecutivo filo-UE, riscuotere la fiducia dei creditori pubblici e dei mercati e a novembre strappare all’Eurozona concessioni consistenti sulla ristrutturazione del debito;   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/attualita/elezioni-in-grecia-syriza-sorpassata-nei-sondaggi-dal-centro-destra/   2) Scenario mediamente positivo: vince Nuova Democrazia, sempre senza i 151 seggi necessari per governare da sola. Gli altri partiti filo-UE in Parlamento hanno ottenuto pochi seggi, tali non garantire al centro-destra una maggioranza stabile. Per questo, Meimarakis si allea con Syriza. La Grosse Koalition in salsa ellenica riscuoterebbe simpatie a Bruxelles, ma risulterebbe intrinsecamente instabile, perché Syriza avrebbe la necessità di mostrarsi poco accondiscendente verso il partito del premier, rischiando altrimenti la fine del Pasok e la fuga degli elettori verso formazioni più radicali. I creditori monitorerebbero attentamente le riforme implementate dal governo, prima di effettuare qualsiasi concessione sul debito;   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/grecia-al-voto-e-leurozona-prepara-la-ristrutturazione-del-debito/   3) Scenario poco gradito, ma non del tutto negativo: Syriza arriva prima nei consensi, ottiene il premio di maggioranza, ma per governare dovrà allearsi con partiti più moderati e favorevoli al bailout siglato da Tsipras a luglio. Quest’ultimo cercherebbe, anzitutto, di mettere in piedi una coalizione con Pasok e To Potami, come egli stesso ha dichiarato nel faccia a faccia televisivo con lo sfidante conservatore, ma se non bastasse, sarebbe costretto ad allearsi con Nuova Democrazia (non si esclude nemmeno un esecutivo di unità nazionale, retto da tutti i gruppi parlamentari, ad eccezioni di quelli di estrema sinistra e di Alba Dorata, formazione neonazista). La destra anti-austerity di Greci Indipendenti (Anel), con cui Tsipras ha governato negli ultimi 8 mesi, non dovrebbe raggiungere  il quorum del 3%, necessario per entrare in Parlamento. I creditori sarebbero poco propensi a concedere nuova fiducia ad Atene, ma confiderebbero nella parte più moderata della maggioranza; 4) Scenario caotico, molto negativo. Vince Nuova Democrazia o Syriza, ma il Parlamento risulta molto frazionato e tale da non consentire una chiara maggioranza, a causa degli elevati consensi ottenuti dalle formazioni più radicali. E’ poco probabile che ciò accada, anche perché la sola alleanza tra Syriza e conservatori sarebbe sufficiente a formare un governo, ma se il partito di Tsipras si tirasse fuori dai giochi per astuzia politica, giocandosi la carta del partito di opposizione al sistema, potrebbero essere guai per la Grecia, perché in assenza di un risultato dignitoso per centristi e sinistra moderata, i conservatori non avrebbero la possibilità di formare un governo stabile e la credibilità del paese ne risentirebbe ulteriormente, a discapito del suo peso negoziale con i creditori.   APPROFONDISCI – https://www.

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